Circa 50 medici, 9 mila metri quadrati, cioè il triplo rispetto alla vecchia sede, 86 posti letto (15 in più rispetto a prima), 50 camere e 75 dipendenti. Sono questi alcuni numeri della nuova sede della Clinica di Porta sole, inaugurata domenica a Monteluce. Una struttura sanitaria storica (è nata a Perugia nel 1938) che ha deciso di abbandonare l’area dell’acropoli e di trasferirsi nella zona dell’ex ospedale, dove la settimana scorsa è stato inaugurato lo studentato Adisu. La clinica privata offrirà «percorsi completi – è stato detto domenica – che vanno dalle visite ambulatoriali alle analisi cliniche ed esami diagnostici, fino al ricovero, all’intervento chirurgico e alle terapie per post-acuti»; il tutto con «l’auspicio, per questa eccellenza sanitaria regionale e non solo, di una maggior sinergia con il sistema sanitario pubblico».
FOTOGALLERY: LA NUOVA STRUTTURA
Chi c’era Oltre che la famiglia Cucchia – Maria Rita, Alberto e Marco – e al direttore sanitario Costanza Bracco, all’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, l’assessore regionale alla sanità Luca Barberini, il sindaco di Perugia Andrea Romizi, Franco Moriconi, rettore dell’Università degli studi di Perugia, e Graziano Clerici, direttore sanitario di Cemer (Centro europeo per la medicina e la ricerca) che ha trovato la sua sede in un’ala autonoma della struttura. La Clinica è una struttura sanitaria accreditata con la Regione per alcune discipline specialistiche, e oltre agli esami diagnostici (Rm, Tc, Rx, Eco, Mammografia e Moc) può fungere anche da punto di riferimento per quei pazienti che, dimessi dall’ospedale, troverebbero difficoltà a essere adeguatamente seguiti in ambito domiciliare.
IL NUOVO STUDENTATO DI MONTELUCE
Gli investimenti L’investimento è stato di notevole portata e oltre al già citato Cemer (dedicato a varie attività tra le quali didattica e ricerca), al rinnovo delle attrezzature e a un’ala indipendente dedicata agli ambulatori, è stata creata una terapia intensiva («che non ha nessuna clinica privata in Umbria») e una «centrale di sterilizzazione come sistema perfetto di tracciabilità dei ferri chirurgici volto unicamente alla maggior tutela dell’utente». Per quanto riguarda la cucina poi ci saranno cinque cuoche, senza ricorrere a catering o altri servizi esterni. Più curati anche gli spazi dedicati al relax, con ampie vetrate. Domenica in più occasioni si è parlato del rapporto tra pubblico e privato, tanto che in prospettiva qui potrebbe arrivare l’integrazione nel sistema Cup di alcuni servizi e prestazioni della Clinica, un punto di primo intervento che la cittadinanza richiede a gran voce e anche l’ambulanza ora in via del Giochetto.
IN ARRIVO NEL QUARTIERE ANCHE UN «MAKERS CAFÈ»
Marini «Si apre una pagina importante non solo per la sanità, ma anche per il futuro di un’area importantissima per la città – ha detto Marini – e per tutta l’Umbria. Per questo siamo riconoscenti alla famiglia Cucchia per avere, con coraggio e lungimiranza, scommesso sulla propria missione imprenditoriale e sulle prospettive di crescita di questo quartiere sul quale, anche la Regione, crede molto e molto sta investendo». «Presto – ha aggiunto -realizzeremo anche il presidio sanitario per una serie di servizi sia legati alla medicina di territorio, sia ad altre funzioni sanitarie di prevenzione e diagnostica, e stiamo anche pensando di trasferirvi un presidio di 118, mentre si sta lavorando per realizzare, sempre in quest’area, la nuova sede di Umbria Digitale. Insomma, un complesso di interventi tesi a dare futuro a Monteluce, e ad offrire ai cittadini migliori servizi. Insomma, quella di oggi è veramente una grande giornata».
