di Daniele Bovi
Per provare a salvare la Nuova Monteluce dalle sabbie mobili servirà ancora del tempo. Mercoledì la giunta regionale ha approvato una delibera con cui ricostruisce le tappe della complessa vicenda immobiliare che, dopo essere partita nel 2006 – un’era geologica fa – ha lasciato il quartiere con una gigantesca incompiuta. La Regione ha chiesto a Bnp Paripas, gestore del fondo immobiliare, di convocare entro il 31 dicembre l’assemblea dei partecipanti al fondo, all’interno del quale ci sono Regione, Gepafin (la finanziaria di Palazzo Donini), l’Università di Perugia e Bnp attraverso il Fondo immobiliare Dinamico.
STORIA DI UN GRANDE PROGETTO FRA CRISI ED ERRORI
Assemblea I quotisti, salvo sorprese, dovrebbero dare il via libera a una proroga tecnica della vita del fondo – l’ennesima – di massimo sei mesi. In questo lasso di tempo andrebbe trovato un accordo in grado di soddisfare le banche e le imprese creditrici; queste ultime, in particolare, dopo aver lavorato per lungo tempo all’interno dei cantieri devono ancora incassare circa tre milioni di euro. Sul tavolo c’è la possibilità che Amco, società sotto il controllo del ministero dell’Economia specializzata nella gestione dei crediti deteriorati delle imprese, acquisisca i crediti.
Più tempo La società però martedì ha chiesto più tempo per valutare la fattibilità del piano di ristrutturazione immobiliare e finanziaria, per la quale è necessaria una proroga. Nel frattempo però sembrano essersi sfilati i tedeschi della banca Aareal, che aspettano circa un milione di euro; per la banca il piano «risulta inidoneo a soddisfare le loro richieste». Nel frattempo, le imprese creditrici sono sempre più in difficoltà. Il piano, per il quale servirebbero (da parte delle banche) sette milioni di euro, ha un orizzonte temporale di cinque anni.
Il piano Entro il 2026 si prevede il completamento delle opere di urbanizzazione come strade e percorsi pedonali, la messa in sicurezza dei cantieri, la commercializzazione e poi l’affitto delle unità immobiliari terminate e il completamento di quelle ancora al grezzo (compresi gli appartamenti e la Casa della salute che dovrebbe ospitare quella ormai fatiscente di via XIV Settembre). Oltre al necessario finanziamento, tra i principali punti del business plan ci sono anche il rimborso dei «fornitori strategici» (cioè delle imprese) per una cifra pari al 50 per cento, mentre per i non strategici si parla del 20 per cento.
Tesei «Sin da quando abbiamo preso in mano il dossier Monteluce – dice in un comunicato la presidente della Regione, Donatella Tesei – ci siamo adoperati per individuare la strada migliore da percorrere per salvare il Comparto e tutelare le legittime spettanze delle aziende fornitrici e ancora creditrici. In questi due anni abbiamo fatto tutto quanto era possibile avendo ereditato una situazione, così come altre, drammaticamente compromessa. Sono stati fatti numerosi e concreti passi in avanti concretizzati in atti che necessitano ancora di un breve periodo per portare a termine l’operazione. Da qui le nostre richieste al gestore BNP Paribas di una immediata convocazione dell’assemblea e della successiva proroga del Fondo, affinché si possa raggiungere all’auspicata soluzione».
Twitter @DanieleBovi
