Giungono rassicurazioni alle regioni Umbria e Toscana sul ripristino della diga di Montedoglio, danneggiata dal crollo di un canale di scolo lo scorso 29 dicembre. Già affidata l’elaborazione di un progetto tecnico di ripristino, le regioni si candidano alla gestione dopo la decisione sullo scioglimento dell’Ente irriguo umbro toscano che una legge stabilisce entro il 6 novembre di quest’anno. Come fa sapere una nota della Regione Umbria, nel corso di un incontro a Roma tra gli assessori umbro e toscano all’Agricoltura Fernanda Cecchini e Gianni Salvadori con il commissario ad acta Giuseppe Serino e con il direttore dell’Ente irriguo umbro toscano Diego Zurli è stato fatto il punto sulla situazione.
Rassicurazioni di Serino I due assessori hanno chiesto al commissario di rinnovare, per parte sua, le sollecitazioni, già rivolte ai due ministri competenti dell’Agricoltura e dei Lavori pubblici affinché il ripristino del manufatto lesionato avvenga nei tempi più rapidi possibili, potendo contare su certezza di risorse finanziarie e qualità di esecuzione tecnica. Fiducia sulla conferma dei fondi disponibili è stata espressa dal commissario Serino, che ha anche assicurato di aver affidato l’elaborazione di un progetto tecnico che dovrà consentire l’inizio degli interventi di restauro immediatamente a ridosso della conclusione della indagine giudiziaria.
Capienza ridotta Nel frattempo la attuale capienza dell’invaso, sebbene ridotta a 80 milioni di metri cubi dai 150 della diga a pieno regime, assicura, ha valutato Serino, una certa «tranquillità» nelle forniture di acque tanto per l’uso irriguo che per quello idropotabile. La era stata convocata per svolgere, in tempi utili a scongiurare interruzioni di attività, un approfondimento delle tematiche collegate all’assorbimento delle funzioni dell’ente irriguo.
Candidatura alla gestione «Le due Regioni – ha detto Fernanda Cecchini – valutano “strategiche” queste funzioni e si candidano, di conseguenza, ad assumerle e gestirle. Umbria e Toscana – ha proseguito l’assessore umbro – pensano che le attività di gestione ed erogazione delle risorse idriche possa essere affidata ad un ente pubblico economico da esse e tra di esse costituito, mentre la proprietà delle strutture principali, dighe e condotte maggiori, dovrebbe rimanere in capo al demanio statale».
Opere per 130 milioni «Al costituendo ente economico, a giudizio delle Regioni, – ha detto ancora Cecchini – andrebbero affidate le risorse e la responsabilità di esecuzione delle opere di completamento programmate, cioè la stabilizzazione del versante destro Casanova di Valfabbrica e i lavori di messa in funzione della diga sul Chiascio e il completamento della condotta dal Montedoglio a Castiglione del Lago, per un investimento totale di circa 130 milioni di euro». Le Regioni – ha riferito infine l’assessore – «lavoreranno alla stesura di un protocollo di intesa per la nascita del nuovo ente, mentre il Commissario compirà le verifiche con il demanio statale». Nuova riunione fissata per l’8 febbraio.

