di Daniele Bovi
«Ha la mia riconoscenza, quella del popolo italiano e di tutti i democratici». Sono le parole che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto giovedì a Enrico Angelini, il partigiano 90enne che nelle settimane scorse aveva personalmente cancellato una svastica tracciata sui muri di un luogo simbolo della Resistenza, la Cascina Raticosa, tra Foligno e Trevi. Angelini ha detto che «quello è stato un gesto che avrebbe fatto chiunque purché con in mente la nostra storia nazionale. Il presidente mi ha risposto che è stato ‘di rilevanza nazionale’ e poi si è complimentato». Mattarella, insieme ad Angelini e a tantissimi altri partigiani, anche umbri, era presente alla cerimonia che si è tenuta nell’emiciclo della Camera, dove è stata ricordata la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, della quale il 25 aprile ricorrerà il paesino anniversario.
La cerimonia A presentare al presidente Mattarella Angelini, che ha combattuto con la Quarta brigata Garibaldi, è stato il deputato umbro del Pd Walter Verini, che nelle settimane scorse aveva lanciato l’idea di celebrare il 70esimo proprio con i partigiani in aula. Altri partigiani sono arrivati da Città di Castello, Spello e Foligno, e molti di loro (come ad esempio il padre di Verini) hanno fatto prima la guerra in montagna e poi nel Gruppo di combattimento Cremona, che ha contribuito a liberare molte città del nord Italia. «È la prima volta – ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini – che in un’Aula parlamentare la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo viene ricordata con la partecipazione diretta sui banchi di coloro che vissero sulla loro pelle quella esperienza mettendo in gioco la loro vita, affetti e speranze della gioventù».
FOTOGALLERY: L’INCONTRO CON MATTARELLA
Boldrini «Voi non siete ospiti bensì i padroni di casa» ha detto poi Boldrini, sottolineando l’importanza della lotta per la libertà fatta dai partigiani. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità dello Stato e anche la prima donna vice presidente della Camera della storia repubblicana, ovvero Maria Cinciari Rodano e Michele Montagano, presidente nazionale degli internati di guerra. Al termine della cerimonia i deputati del Pd hanno anche intonato «Bella ciao», l’inno della lotta partigiana; un canto inizialmente un po’ timido ma che poi ha preso vigore venendo sostenuto dal battimani dell’emiciclo.
Verini «È stata una bella iniziativa – commenta Verini – accogliere i partigiani nell’aula di Montecitorio. Un’idea nata quasi per caso per dare forma e sostanza alla memoria di una delle pagine più difficili e sofferte della nostra storia. Quella facce oggi ci hanno raccontato il coraggio e la speranza che li mosse a unirsi al di là delle differenze culturali, politiche e sociali per restituire all’Italia democrazia e liberà. La politica ha molto da imparare da quei giovani di 70 anni fa, che rischiarono la vita, e molti la persero, per cose che non devono essere merce rara: passioni, ideali e disinteresse personale».
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