Enrico Angelini a Cascina Raticosa

Addio a Enrico Angelini, il partigiano umbro che a 90 anni cancellò personalmente la svastica con cui ignoti avevano imbrattato Cascina Raticosa, luogo simbolo della Resistenza folignate. Era il 2015 e il valore di quel suo gesto per raschiare via l’oltraggio commosse l’Umbria e l’Italia intera, tanto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo volle tra i partigiani alla Camera dei deputati per il 70esimo anniversario dalla Liberazione.

Addio al partigiano Angelini Giovedì Angelini è morto a 93 anni. Ha combattuto nazisti e i fascisti con la Brigata Garibaldi, dopo essere scampato, nel febbraio del 1944, al rastrellamento nazista che portò alla cattura sulle montagne tra Foligno e Trevi, di 24 giovani partigiani, molti dei quali trovarono la morte nel campo di concentramento di Mauthausen. A esprimere «profondo cordoglio a nome dell’amministrazione comunale e mio personale a tutta la famiglia» è stato il sindaco di Foligno, Nando Mismetti: «Enrico è stato un esempio di sacrificio e di lotta per gli ideali di libertà e democrazia e di rispetto assoluto per la nostra Costituzione». Ad assicurare ad Angelini che «ricorderemo sempre la sua lezione di vitae di storia e ne faremo tesoro in tutta l’Umbria per continuare a promuovere i valori della pace, della libertà, della solidarietà, della giustizie e della democrazia» è l’assessore Luca Barberini, «valori che – dice l’assessore regionale alla sanità – non vanno mai dati per scontati, ma difesi e coltivati ogni giorno, soprattutto in questo momento storico difficile, per evitare che vengano nancora messi in discussione e che certa storia si ripeta». Ad apprendere «con dolore vero» la scomparsa di Angelini è stato il deputato umbro Walter Verini: «L’ho incontrato qualche tempo fa, nella sua casa – durante la campagna elettorale – per condividere le preoccupazioni sulla situazione attuale del Paese, sui rigurgiti di intolleranze, xenofobia, razzismi. Le sue parole furono per me uno stimolo importante e una conferma del fatto che la memoria, i valori  e l’esempio di uomini come Angelini debbono guidare il nostro impegno e le nostre comunità».

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