Ampliamento dell’asilo di Monte Castello di Vibio. Sono stati inaugurati domenica pomeriggio e saranno aperti ai più piccoli lunedì mattina i circa 200 mila euro di interventi che permetteranno alla scuola dell’infanzia di ospitare una seconda sezione e una nuova aula polifunzionale.
Asilo ampliato con 200 mila di lavori Nel merito del cantiere ulmati, l’assessore comunale Federico Moretti ha spiegato: «In occasione dei lavori è stata anche effettuata una specifica diagnosi strutturale e sono stati quindi realizzati interventi per eliminare le vulnerabilità individuate». Presenta naturalmente anche il sindaco Daniela Brugnossi, ma anche la presidente Catiuscia Marini e l’assessore regionale Giuseppe Chianella, oltre al dirigente scolastico Giovanni Pace. Dei circa 200 mila euro di interventi, 150 mila sono stati finanziati dalla Regione e i restanti dal Comune di Monte Castello di Vibio: «Dagli anni Settanta, e soprattutto all’indomani dei terremoti del ’79, che colpì Norcia e la Valnerina, e poi quello del ’97, che interessò la fascia dell’Appennino umbro-marchigiano, la Regione Umbria ha ritenuto prioritaria la messa in sicurezza prima di tutto degli edifici strategici, come ospedali, municipi e scuole, investendo costantemente notevoli risorse. È così che si costruisce una profonda cultura della prevenzione antisismica, in una terra dove con il terremoto si deve convivere, ma in sicurezza. Come Regioni guardiamo con interesse – ha aggiunto Marini – ed incoraggiamo il progetto annunciato dal Governo ‘Casa Italia’ soprattutto perché potrà contribuire ad una grande operazione di messa in sicurezza sia degli edifici pubblici che di quelli privati in tutto il Paese. Affinché la cultura della sicurezza, soprattutto antisismica, si traduca in intervento concreti è necessario poter contare su risorse costanti nel tempo. Ed è ciò che abbiamo fatto noi in Umbria, affiancando e sostenendo le amministrazioni comunali, incentivando progetti intercomunali come quello di questa scuola, mettendo a disposizione risorse certe nel tempo, anche quando sono venute meno quelle dello Stato».
