«Non si possono alimentare frustrazione e rabbia sociale, occorre lavorare per il bene comune provocando un sussulto d’amore per il Paese». Ecco la raccomandazione di Monsignor Vinvenzo Paglia, già vescovo della diocesi di Terni-Narni –Amelia; il suo monito al nuovo governo, al clero e ai cittadini tutti è comparso sulle colonne di Repubblica, nell’edizione di lunedì 4 giugno e segue l’appello del cardinale Gualtiero Bassetti.
L’ex vescovo di Terni Nelle parole di Paglia la levata di scudi sull’Europa, la difesa della vita in ogni momento e condizione e i corridoi umanitari come ‘intelligenza d’amore’. Così per un Bassetti chiede di evitare ‘rigurgiti xenofobi’, c’è un Salvini dice che se ‘non c’è casa e lavoro per gli italiani, figuriamoci per mezzo continente africano’. «Mi pare opportuno l’intervento di Bassetti come richiamo alla responsabilità sul piano istituzionale, civile, sociale. Nella tradizione cristiana e dell’umanesimo laico è un imperativo categorico quello di accogliere chi fugge dalla guerra e da situazioni drammatiche. Guai a distorcere la realtà e a favorire la percezione dell’insicurezza che si dice generata dagli immigrati. L’immigrazione va governata evitando chiusura e ingenuità». E come l’immigrazione, Paglia difende la Costituzione e l’Europa. Dell’una dice: «Quel testo va riletto sia nella lettera che nello spirito». Dell’altra: «È la nostra casa, nata dopo tragedie inenarrabili; non possiamo distruggerla, casomai renderla più bella ed efficiente».
