«Ma quali pressioni sono necessarie sulla Regione? Il Minimetrò di Perugia, come gli altri sistemi di mobilità alternativa, è già stato inserito da oltre due anni tra i servizi cui sono garantiti i finanziamenti del Fondo regionale trasporti, con la nuova legge regionale sul trasporto pubblico locale». L’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti risponde così a Francesco Calabrese che giovedì, durante la seduta della commissione sulla revisione della spesa che si è occupata dei conti del Minimetrò, aveva lanciato l’allarme: «Il Comune non può permettersi di spendere dieci milioni l’anno per questa infrastruttura, serve un intervento forte della Regione». Palazzo dei Priori lamenta l’assenza di risorse per la struttura e il fatto di ricevere quanto basta a coprire il 60% dei costi del trasporto mentre la media dei restanti comuni si avvicina all’85%.
Significativi finanziamenti «Il Comune di Perugia – spiega Rometti – ha sempre ricevuto significativi finanziamenti derivanti dalla ripartizione del Fondo Regionale Trasporti che annualmente prevede assegnazioni di circa 7 milioni e 500 mila euro, oltre all’Iva che la Regione ha anticipato per una somma che ad oggi ammonta a circa 3 milioni di euro». Senza dimenticare «i finanziamenti necessari per la costruzione del nuovo impianto di ascensori presso il capolinea del Minimetrò al Pincetto. A ciò – prosegue Rometti – si aggiungono ingenti risorse erogate negli ultimi anni a sostegno di molteplici finalità, dal Minimetrò, al biglietto Unico Perugia, ad agevolazioni tariffarie a favore di studenti universitari, persone disabili e categorie socialmente deboli, per un totale di circa 20 milioni di euro».
CALABRESE: NON CE LO POSSIAMO PIU’ PERMETTERE
Ruolo prioritario Rometti parla poi del nuovo Piano dei trasporti, che assegna «un ruolo prioritario» alla mobilità alternativa anche ai fini della «qualità urbana e della migliore accessibilità dei centri storici», e bacchetta Calabrese: «Un buon amministratore deve sempre stare attento all’equilibrio di bilancio, tanto più se è incaricato della revisione della spesa pubblica – dice l’assessore regionale – e per questo dovrebbe conoscere anche tutte le fonti di finanziamento a cui accedere per il mantenimento e il potenziamento dei servizi per i cittadini».
