di Mar. Ros.
Traguardo e punto di partenza, questa la linea tracciata da ‘Oronero’, 150 chilogrammi di olio frutto del lavoro volontario di circa 30 immigrati, ospiti di Arci presso una comunità narnese e in Valnerina. Sono i ragazzi richiedenti asilo sul territorio, quelli che «fuggono da terre dilaniate da guerra e miseria» come ha detto il prefetto di Terni Angela Pagliuca. Nella sala consiliare di palazzo Spada, martedì mattina, loro stessi hanno consegnato alle autorità presenti una bottiglia d’olio: «È davvero buono» garantisce il presidente Arci Francesco Camuffo che ha coordinato il progetto. In vendita a 8 euro per i soci, a 9 per gli altri nella sede dell’associazione in viale Brin: ne restano circa 80 litri.
La collaborazione con il Comune: nel video Camuffo e la vicesindaco Malafoglia
La presentazione di ‘Oronero’: fotogallery
Oronero Non dimentica le polemiche il presidente Camuffo: «Parte della stampa locale ha erroneamente accusato il Comune di Terni di averci regalato la possibilità di raccogliere le olive della ex Comunità incontro di Palmetta, quando invece abbiamo partecipato al bando emanato dalla direzione patrimonio di Palazzo Spada e pagato 700 euro per farlo. Per dirla tutta – rivela – abbiamo trovato le olive già belle che raccolte per due terzi dell’intero appezzamento. Ciononostante i nostri ragazzi hanno lavorato volontariamente, per qualcuno si trattava della primissima esperienza in questo campo e già qualcuno è stato chiamato per farne altre presso privati e aziende del territorio, nel frattempo stiamo sottoscrivendo accordi per il prossimo anno». Arci avrà in gestione l’oliveto di Palmetta fino alla fine di febbraio: «D’ora in avanti, sfrutteremo il terreno per impartire ai ragazzi lezioni di potatura».
Arci Terni «Olionero è la dimostrazione pratica di come si possa costruire integrazione vera – dice con orgoglio Camuffo -, in questo lavoro c’è l’accoglienza di persone che provengono da terre lontane e che la loro capacità di affondare nelle nostre radici culturali ed economiche. Pensiamo che sul settore agricolo possa aprirsi un filone interessante in termini di occupazione, non solo per gli immigrati ma anche per gli autoctoni che si ritrovano senza lavoro. Talvolta – ammette – finiamo sui giornali per piccoli fatti di cronaca – dice riferendosi ai ragazzi di Arci – e questo momento solenne serve anche per dimostrare alla città che c’è l’impegno da parte nostra a costruire qualcosa di buono in collaborazione con le istituzioni del territorio, come dimostra il protocollo d’intesa stretto in prefettura e i patti di collaborazione a valere sui bani comuni di Terni e Narni, quello di oggi è un momento di vera socialità».
Palazzo Spada «Iniziativa importantissima – fa eco l’assessore alle politiche sociali del Comune di Terni Francesca Malafoglia – è la restituzione di un lavoro che prosegue ormai da anni in coordinamento stretto con la locale prefettura. Il valore aggiunto è quello di non limitarci ad un progetto specifico, ma creare una vera e propria integrazione, valorizzando quello che è un patrimonio che spesso rimane in disuso, i così detti beni comuni. Oronero – ricorda – è infatti il prodotto dell’oliveto di Palmetta, la raccolta è stata messa a bando proprio dal Comune. Grazie ai ragazzi che con passione si sono messi a lavoro sull’oliveto di Parlmetta».
Gli accordi Arci con le istituzioni Arci ha stretto veri e propri patti di collaborazione con i Comuni di Terni e Narni per la rigenerazione dei parchi: «Grazie a un accordo con la Scuola edile, dove i nostri ragazzi hanno partecipato a corsi di formazione, abbiamo anche risistemato le panchine del Parco dei pini – dice Camuffo – con oggi ci candidiamo ufficialmente a costruire un patto di collaborazione per l’agricoltura, non riservata ai nostri ragazzi ma anche ai giovani ternani, questo è il senso e il valore vero dell’integrazione». Per il futuro, la vicesindaco Malafoglia ha dato la sua parola: «Accogliamo la richiesta di Arci, valuteremo le tipologie d’accordo possibili perché quello dell’agricoltura sia davvero un nuovo filone di sviluppo economico e sociale per tutti».
Prefettura di Terni «Questo momento di presentazione del prodotto dimostra la sana collaborazione tra le istituzioni ha detto il prefetto Pagliuca -. Il patto sottoscritto in prefettura non è rimasto lettera morta e questo ne è i segnale. Siamo stati noi italiani un popolo di migranti e diversamente dai nostri avi, questi ragazzi arrivano da noi dopo mesi di duro viaggio lasciando amici e famiglie per scappare dalla guerra, abbiamo il dovere di accoglierli e farli inserire. Il valore aggiunto è proprio questo – spiega -, insieme con efficacia si costruisce qualcosa di buono davvero. Complimenti – ha concluso – a tutti gli attori di questo coinvolti».
