Il prefetto Antonella De Miro

di Ivano Porfiri

Dal 17 marzo a oggi solo 4 migranti hanno ottenuto in Umbria lo status di rifugiato. Ad altri 21 è stata concessa la protezione umanitaria e a 5 la cosiddetta “protezione sussidiaria”. Mentre le altre 76 domande sono state rigettate. Sono i dati dell’attività della sezione di Perugia della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, che fa capo a Firenze. A fornirli il prefetto Antonella De Miro, nel corso del convegno su “I profili internazionali del diritto di asilo” che si è svolto in prefettura a Perugia.

In Umbria buon modello «Oggi – ha detto il prefetto De Miro nel suo intervento iniziale – noi siamo molto colpiti dall’enorme fenomeno migratorio in atto. Un fenomeno che mina le nostre certezze e che ci pone di fronte alle nostre debolezze e paure. L’Italia, in questo contesto, non potrà farcela da sola, ma con l’aiuto dell’Europa. Servono politiche di medio e lungo respiro, ma nell’immediato resta il tema di dover fornire un’accoglienza dignitosa. Va dato atto che in Umbria si è sviluppato un buon modello, frutto della collaborazione di tutti, dalle istituzioni alle forze dell’ordine al terzo settore».

I numeri Allo stato – ha spiegato il prefetto – in Umbria sono presenti 918 cittadini extracomunitari gestiti dalle Prefetture, di cui 698 in provincia di Perugia e 220 in provincia di Terni. A questi numeri occorre aggiungere 373 immigrati ospitati nei centri Sprar dell’Umbria di cui 180 inviati a Perugia direttamente dal Servizio centrale protezione del ministero dell’Interno. Nel tempo sono arrivati più cittadini extracomunitari di questo numero ma molti di essi si sono allontanati prima della identificazione. Gli allontanamenti volontari nella provincia di Perugia sono stati complessivamente n. 514 di cui 413 nel 2014 e 101 nel 2015. A Terni, invece, 169 nel 2014 e 104 nel 2015.

Status riconosciuti La sezione di Perugia della commissione territoriale è stata istituita il 17 marzo scorso, a seguito dell’ampliamento del numero dei presidi territoriali, e la sua competenza è sulle province di Perugia, Terni e Arezzo. In quella data ha ereditato 1.276 domande di asilo arretrate, a cui se ne sono poi aggiunte altre 344 (molte provengono da Roma dovute a domande da rivisitare, dato che – è stato spiegato – negli ultimi tre mesi i nuovi arrivi di migranti non sono stati numerosi). Di queste, finora la sezione ne ha esaminate 165 (52 di Arezzo, 78 di Perugia, 35 di Terni). Come detto, gli status di rifugiato sono stati appena 6 (2 a Perugia, 2 a Terni e 2 ad Arezzo) che, sommati alle protezioni umanitarie di cui 12 di Arezzo, 13 di Perugia e 8 di Terni(status concesso per motivi personali e non politici, come ad esempio agli omosessuali nei Paesi dove il solo fatto di esserlo implica una persecuzione) e alle “protezioni sussidiarie” di cui 1 ad Arezzo, 4 a Perugia, 1 a Terni (status più “leggero” nei modi e nei tempi rispetto agli altri), fa 45 a fronte di 108 domande rigettate (32 di Arezzo, 55 di Perugia e 21 di Terni). In caso di rigetto è diritto del migrante presentare ricorso davanti alla giustizia.

Sezione ampliata I migranti presi in esame provenivano, per lo più, da Gambia, Niger, Nigeria, Mali e, in qualche caso Bangladesh e Afghanistan. A parte quest’ultimo, dunque, Paesi non coinvolti globalmente in conflitti come Siria e Libia. Questo spiega le poche concessioni dello status di rifugiato. Di recente, le commissioni esaminatrici sono state ampliate e si riuniscono 3 volte a settimana con 7-8 casi convocati ogni volta. Proseguiranno così per tutta l’estate con l’obiettivo di salire a 4 riunioni settimanali da settembre per smaltire il grosso carico di arretrati.

Marini: «No nuovi arrivi» Intanto la presidente Catiuscia Marini, ha partecipato al vertice con Renzi. Commentandolo ha precisato che «per l’Umbria non sono previsti, al momento, nuovi arrivi». «Come Regioni – ha spiegato – intendiamo offrire al Governo la nostra collaborazione nella gestione dell’accoglienza degli immigrati, condividendo i principali punti esposti oggi dal presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, al quale ho ribadito la positività del modello di accoglienza realizzato in Umbria che si basa su piccoli gruppi diffusi nel territorio regionale». «Si è trattato – ha aggiunto – di un incontro informativo e di un primo confronto tra Regioni e Governo, in vista del Consiglio dei ministri europeo cui seguirà una nuova riunione già convocata dal Governo tra quindici giorni». La presidente dell’Umbria, nel corso dell’incontro ha ribadito la contrarietà alla realizzazione di ‘hub’ per l’accoglienza, preferendo invece – come già si fa in Umbria da molti anni – la collocazione, in sicurezza, degli immigrati attraverso l’organizzazione di piccoli gruppi nei diversi comuni del territorio regionale, in modo da evitare grandi concentrazioni in pochi luoghi.

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