A metà classifica delle migliori università del mondo e pure delle italiane. Si piazza così l’Università degli studi di Perugia nell’Academic ranking of world universities (Arwu) 2026 di Shangai, che è stato pubblicato il giorno di Ferragosto dalla Shanghai ranking consultancy, l’organizzazione indipendente che elabora la classifica, considerata tra le più importanti. Il ranking messo a disposizione del mondo si ferma a mille atenei, ma complessivamente quelli per l’Arwu sono circa 2.500.
Sei i parametri utilizzati per stilare l’elenco delle migliori università del mondo, a cui viene attribuito complessivamente un valore massimo di 100 punti, anche se il giudizio finale viene reso noto soltanto per i primi 100 atenei. Il primo indicatore è la qualità. dell’istruzione, che ha un peso del 10 per cento nella valutazione complessiva e viene misurata con l’ottenimento di premi Nobel e medaglie Fields da parte di ex alunni. Segue la qualità del corpo docente, che è incardinata sia alla presenza di prof che hanno ottenuto i premi già indicati (20 per cento) sia di ricercatori frequentemente citati (20 per cento). Un altro quinto del giudizio finale è legato alle pubblicazioni su Nature e Science (20 per cento), ma nel caso delle università specializzate in sciente umanistiche e sociali, come la London school of economics, il parametro non viene preso in considerazione e il suo peso viene riassegnato ad altri indicatori. Un altro 20 per cento viene riconosciuto in base agli articolo indicizzati nel Science citation index expanded e nel Social science citation index (Web of science). Infine, la quota residua del 10 per cento è assegnata per il rendimento accademico pro capite dell’ateneo.
In questo quadro l’Università di Perugia è inserita nel raggruppamento di atenei che si collocano tra le posizioni 501 e 600 a livello mondiale, in cui sono inseriti anche il Politecnico di Madrid e l’Università di San Pietroburgo, la Texas tech e l’Università di Pretoria in Sud Africa, l’Università South China e quella di Teheran.
Il piazzamento 2026 dell’Università di Perugia è in linea con quelli ottenuti nell’Arwu a partire dal 2023, mentre tra il 2019 e il 2022 l’ateneo umbro rientrava nel blocco appena migliore, ossia tra le posizioni 401 e 500. La migliore valutazione Arwu l’Università di Perugia l’ha ottenuta nel 2003, primo anno del ranking di Shangai, quando compariva nel raggruppamento di istituti tra le posizioni 301 e 350, anche se fino al 2007 è sempre riuscita a entrare nel blocco tra il 301esimo e 402esimo posto. Piazzamento, questo, ripetuto soltanto nel 2013.
A guidare la classifica mondiale sono gli Stati Uniti con Harvard, Stanford e il Mit (Massachusetts institute of technology). Anche la top ten è tutta a stelle strisce, con l’eccezione di Oxford e Cambridge. Analoga la situazione della top 20, dove extra università Stati Uniti ci sono soltanto Paris-Saclay University (13esimo posto) e University College London (17esimo), la cinese Tsinghua University (18esimo posto) e la svizzera Eth Zurich (19esimo posto).
Per trovare il primo ateneo italiano bisogna arrivare fino al 153esimo posto, che è occupato da La Sapienza di Roma, considerato dunque il migliore ateneo italiano. Nell’Arwu rientrano 42 atenei del paese, con l’Università di Perugia che si colloca nel raggruppamento delle posizioni comprese tra 18 e 21.
Di seguito l’elenco del ranking delle università italiane: La Sapienza di Roma; e Università di Padova;
Politecnico di Milano (dal 201esimo posto al 300); Università di Bologna; Statale di Milano; Federico II di Napoli; Università di Pisa; Università di Torino;
Università di Firenze (tra il posto 301 e il 400); Milano Bicocca; Università di Trento;
La Cattolica Sacro Cuore (tra il posto 401 e il 500); Università di Bari; Università di Catania; Università di Genova; Università di Pavia; Roma Tor Vergata;
Università degli Studi del Campania Luigi Vanvitelli (tra il posto 501 e 600); Università di Palermo; Università di Perugia; Università Vita-Salute San Raffele;
Università di Brescia (tra il posto 601 e 700); Università di Ferrara; Università di Parma; Università di Trieste; Università di Verona;
Politecnico delle Marche (tra il posto 701 e 800); Politecnico di Bari; Politecnico di Torino; Scuola Normale Superiore di Pisa; Università della Calabria; Università di Modena e Reggio Emilia; Università di Siena;
Università di Cagliari (tra il posto 801 e 900); Università di Chieti-Pescara; Università di Messina; Università del Salento; Università di Salerno;
Università Humanitas (tra il posto 901 e 1000); Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati; Università degli Studi del Piemonte Orientale; e Università dell’Aquila.
