Sono stati tantissimi i perugini che nella cattedrale di San Lorenzo domenica hanno partecipato alle solenni celebrazioni del Corpus Domini. Dopo la cerimonia in cattedrale con il cardinale Gualtiero Bassetti è partita, come da tradizione, la processione verso la basilica di San Domenico con le soste di fronte ai palazzi delle istituzioni cittadine. Un appuntamento al quale non ha preso parte, dopo la bufera delle scorse ore, il prefetto di Perugia Antonio Reppucci.
Festa solenne Bassetti, che ha presieduto la celebrazione eucaristica e portato il Santissimo Sacramento in processione, ha ricordato che il Corpus Domini «è la festa solenne nella quale celebriamo la Santa Eucaristia, dono incommensurabile di Dio dinanzi al quale noi possiamo con verità pronunciare soltanto una parola: grazie Signore!». Il presule ha voluto affidare al Santissimo, in modo particolare, i tre diaconi seminaristi che sabato prossimo ordinerà sacerdoti in San Lorenzo, le famiglie, «che possono vivere nel vincolo dell’amore» e i giovani, «affinché nessuno possa strappare loro la speranza e la gioia».
Unità Il cardinale Bassetti ha esortato anche i fedeli all’unità attorno al pane eucaristico, ricordando le parole di sant’Ambrogio, che, all’inizio del Cristianesimo «esortava il popolo di Dio a non disgregarsi perché membra di Cristo: guai alle divisioni, alle lotte fratricida, alle invidie, al dito puntato – dice Papa Francesco – gli uni contro gli altri. Chi punta il dito contro l’altro lo punta contro se stesso. Siamo una cosa sola come quel pane di cui ci nutriamo sull’altare».
Popolo di Dio Nel corso della cerimonia il porporato ha parlato anche del senso della processione: «È certamente un gesto sacramentale. Camminare per le vie della nostra città, cantando la nostra fede; attraversare insieme le piazze e le strade è figura luminosa, quasi icona vivente, del popolo di Dio che avanza nella storia, come il popolo ebraico nel deserto. Egli sa di andare verso la Terra promessa, perché Dio non glielo ha detto, ma sa anche che Dio non gli fa mancare la manna dal cielo, come cibo quotidiano, e che il suo Signore rimane sempre con lui, con la tenda della sua presenza. L’Eucaristia è questa tenda che ci ricopre tutti».
