Riecco il super caldo, che durerà almeno una settimana, portando con sé anche picchi di 40 gradi. Lo dice Fabio Pauselli di Umbria meteo che giovedì mattina ha fatto il quadro sulle previsioni dei prossimi giorni.
«Da oggi (24 luglio, ndr) e soprattutto da domani (25 luglio, ndr) – ha detto l’esperto a Umbria24 – torneranno a salire temperature, con le massime che si raggiungeranno tra domenica e il primo di agosto, quando vivremo la fase più calda». Sarà il bis dei giorni bollenti della scorsa settimana: «Sì, le temperature saranno simili – afferma Pauselli – e raggiungeranno 40 gradi a Terni, mentre in tutti i territori e le città dell’Umbria la colonnina di mercurio oscillerà tra 35 e 38 gradi».
Unica nota positiva l’umidità, «che – spiega il meteorologo – per ora non sarà molto alta, anche se aumenterà nella fase finale, cioè da mercoledì prossimo». Per la pioggia occorrerà attendere almeno il 3 e il 4 di agosto, ma chiaramente col calendario così lungo le previsioni meteo sono caute: «Da inizio agosto dovrebbero passare una serie di perturbazione sul Nord Italia ed è possibile che qualche temporale interessi anche la nostra regione, provocando un calo delle temperature, ma questo significa – spiega Pauselli di Umbria meteo – che torneremo a valori medi o appena sopra media, anziché ai 5-6 gradi sopra media che ci aspettiamo per questa fase calda».
Le proiezioni per agosto «segnalano – va avanti l’esperto – una maggiore instabilità per il mese di agosto, con temporali più frequenti, ma nulla di paragonabile a quanto visto a giugno». In questo quadro, Pauselli segnala «l’aumento del rischio incendi: piogge di una certa intensità mancano ormai da quasi un mese e la vegetazione inizia a essere particolarmente secca, ma il problema è che ce n’è tanta, perché con le piogge di maggio e giugno è cresciuta molto».
L’esperto di Umbria meteo, infine, fa presente che per «una vera e propria rinfrescata», ovvero un calo termico prolungato e non come quello estremamente rapido a cui si è assistito tra lunedì e martedì, «serve una perturbazione di una certa consistenza, perché sia il terreno che i mari sono molto caldi». Ma all’orizzonte non ce n’è traccia.
