«A chi si sentisse solo e appesantito da affanni, ricordo che la sua solitudine è abitata da Gesù e che Lui saprà farne un dono e un tempo di grazia», lo scrive Mons. Bassetti, ricordando la missione del sacerdote, le opere che compie verso i fratelli, riconoscendo a Gesù la potenza che muove ogni cosa e la leva che determina l’agire di chi ha la missione di servire gli altri. C’è ancora spazio in questo tempo tumultuoso, travolgente e distratto per un messaggio che penetra l’animo umano invitandolo ad un raccoglimento riflessivo. In questo tempo quaresimale l’invito della Chiesa è quello di tenere aperte le porte della propria anima, di ascoltare il messaggio del Vangelo, di lasciarsi sorprendere ancora una volta dal sacrificio della croce e dei flagelli di Gesù come estremo gesto d’amore, gratuito dono all’umanità, simbolo della sofferenza dell’uomo sorvegliato dalla grazia di Dio.
La messa crismale E’ tradizione che nel pomeriggio del Mercoledì Santo (20 aprile), a Perugia, nella cattedrale di San Lorenzo, alle ore 17, si celebri la Messa Crismale con la partecipazione dei parroci delle 155 parrocchie dell’Archidiocesi, presieduta dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti. E’ la celebrazione eucaristica più importante per il popolo dei sacerdoti uniti attorno al vescovo per rinnovare la loro identità presbiterale, le promesse formulate il giorno dell’ordinazione e l’impegno a continuare l’opera di Cristo. E’ un appuntamento importante per tutto il popolo di Dio, tant’è vero che vi prendono parte numerosi religiosi e religiose, i diaconi, i seminaristi e molti fedeli provenienti anche dalle parrocchie più periferiche.
Quest’anno 800 cresimandi Alla Messa Crismale parteciperanno anche 800 ragazzi e ragazze che nell’Anno liturgico riceveranno la Cresima, accompagnati dai loro catechisti. Per tutti questi cresimandi sarà una giornata particolare, caratterizzata dal loro “Grande Meeting”. E’ un evento organizzato dagli Uffici Catechistico e per la Pastorale giovanile e dai padri Salesiani, nel cui Istituto, a partire dalle ore 9.30, accoglieranno gli 800 cresimandi con attività di catechesi e giochi. Nel corso della mattinata è prevista la presenza di mons. Bassetti e, nel primo pomeriggio, ci sarà una catechesi sul tema della GMG 2011: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. Intorno alle ore 16, tutti i partecipanti al “Grande Meeting” lasceranno l’Istituto Don Bosco per raggiungere insieme la cattedrale, attraversando corso Vannucci.
La celebrazione dei giubilei presbiterali E’ consuetudine nella celebrazione della Messa Crismale ricordare i vari giubilei presbiterali: don Antonio De Paolis celebra il 25°; mons. Giuseppe Gioia, mons. Pierluigi Rosa e don Pasquale Tei celebrano il 50°; Mons. Aldo Federici e don Siro Nofrini celebrano il 60°; mons. Giuseppe Ragni, il decano dei sacerdoti diocesani, nato a Perugia il 23 febbraio 1913, celebra il 72°, essendo stato ordinato sacerdote il 23 luglio 1939.
La lettera ai sacerdoti Mons. Bassetti, nella sua lettera di invito a tutti i sacerdoti diocesani alla celebrazione del Mercoledì Santo in San Lorenzo, sottolinea l’importanza di «ritrovarci come presbiteri a celebrare, nella vigilia del Giovedì Santo, la Messa del Crisma, più che un dovere è una esigenza profonda della nostra consacrazione sacerdotale ed un atto di gratitudine e riconoscenza al Signore. Siamo preti perché Lui un giorno ci ha raggiunti e ci ha chiamati; a Lui che chiamava abbiamo detto sì: e da allora si è accesa in noi una fiamma d’amore, che con la sua grazia non si è più spenta. Una fiamma che ci fa ardere di Lui, desiderare Lui, volere quel che Lui vuole da noi. È questo spirito che ci ha spinto a tutte le opere che abbiamo fatto per gli altri».
La vostra solitudine è abitata da Gesù «Certo – prosegue l’arcivescovo – ci sembra sempre poco quanto abbiamo fatto: sentiamo il peso dei nostri errori, ci turbano le nostre omissioni; ma ciò che di bello e buono abbiamo potuto fare è stato perché Gesù ci ha dato di compierlo. A chi, in modo particolare, si sentisse solo e appesantito da affanni, ricordo che la sua solitudine è abitata da Gesù e che Lui saprà farne un dono e un tempo di grazia».

