di Mar. Ros.
Corpi estranei nel pranzo dei bambini, dove una vite, dove una mosca e non sono le uniche irregolarità riscontrate ma senza dubbio le più eclatanti, insieme a carne verdognola, merluzzo secco e con lisca, pasta non somministrata per sugo maleodorante, cibo privo di tracciabilità, pulizia inadeguata dei refettori, sapore sgradevole del pasto e porzioni insufficienti.
Ispezioni choc Scene apparse sotto gli occhi di mamme e papà in diversi istituti della città tramite controlli a campione (il più recente risale al febbraio 2016) e delle quali Umbria 24 aveva già dato notizia. Lunedì pomeriggio la questione è arrivata sui banchi del consiglio così come propinata dalla quarta commissione, controllo e garanzia; questa, a seguito del lavoro istruttorio condotto sulla partita, ha certificato «Un regime di irresponsabilità generale» nei rapporti tra il Comune e l’Ati affidataria del servizio (composta da società cooperativa Cns e All Foods srl), e nella gestione vera e propria della refezione da parte dell’associazione temporanea d’imprese.
Commissione controllo e garanzia Le conclusioni dell’organismo presieduto dal consigliere Cinque stelle Federico Pasculli, muovono lungo diverse direttrici: la presenza di corpi estranei nei pasti dei bambini, certificati dai genitori, è solo una di queste. Un’altra riguarda la modalità di affidamento dell’appalto, il primo con contratto di cinque anni dal 2008 al 2013, di circa 6 milioni di euro, l’altro di valenza triennale da oltre 3,5 milioni. «Questo secondo affidamento – si legge nella relazione – è avvenuto ad appalto già scaduto quindi senza che vi fosse possibilità di rinnovo o proroga (tre i mesi che sarebbero intercorsi senza copertura di spesa) e soprattutto quando già erano emerse criticità di gestione reiterate e gravi». Il terzo aspetto che ha portato la commissione a definire la gestione delle mense ‘un regime di irresponsabilità generale’ è quello delle mancate sanzioni; ad accertate irregolarità riscontrate, cioè, il Comune non ha mai multato Cns e All foods come invece prevedeva il capitolato, tantomeno ha pensato di revocare l’appalto «eppure le condizioni c’erano – fa notare Pasculli nella relazione – perché il regime dei debiti fuori bilancio da 1,7 milioni poneva Palazzo Spada in una situazione assurda che toglieva allo stesso ente la capacità, la volontà e la determinazione di andare a contestare la situazione».
Mense scolastiche «Il servizio è stato contraddistinto da una serie di inadempienze e difformità, alcune piuttosto gravi – scriva il M5s in un comunicato – verificatesi in maniera sistematica soprattutto negli ultimi tre anni. Difformità ammesse anche dalla stessa dirigente, e che potrebbero aver recato un danno allo stesso ente che nei fatti non sono mai state sanzionate a fronte di un capitolato d’appalto che pone addirittura il reiterarsi di tali inadempienze non come motivo di sanzione, ma come causa di revoca ovvero di risoluzione immediata del contratto. Un elenco abbastanza inquietante soprattutto se pensiamo che quel cibo è stato dato in pasto ai nostri bambini; ma quando a pagare è il Comune con i nostri soldi tutto diventa possibile». Come di consueto il consiglio ha votato la presa d’atto della relazione respingendo la proposta di Marco Cecconi (Fd’I-An), il quale voleva impegnare il sindaco e la giunta a verificare se tali circostanze, singolarmente intese e/o sommate l’una all’altra, abbiano comportato per l’ente un danno erariale, a valutare le responsabilità e a prendere provvedimenti, a relazionare in consiglio 60 giorni.
@martarosati28
