di Fra. Mar.
Poteva strozzarsi. O poteva riportare danni molto seri al cavo orale. Fortunatamente, il bambino che mercoledì ha trovato un osso di circa tre centimetri nella fettina di tacchino che gli è stata servita nella scuola materna La Fonte di Ponte San Giovanni – come previsto da menù consultabile sul sito del Comune di Perugia – si è reso conto del pericolo, ha tolto l’osso dalla bocca e lo ha nascosto in tasca, pensando di portarlo a casa come un trofeo.
Lo porta a casa Quando lo ha fatto vedere alla madre ovviamente la donna si è molto preoccupata per le conseguenze che avrebbero potuto esserci. Fortunatamente il bambino ha cinque anni e si è reso conto, ma se quell’osso fosse finito nel piatto di un bimbo di appena tre anni? Cosa sarebbe potuto succedere?
Segnalazione La madre, comprensibilmente allarmata ed indignata, ha tutte le intenzioni di segnalare la questione alle autorità competenti. Che tra l’altro, in questi giorni, stanno effettuando controlli a tappeto nelle mense perugine in cui vengono preparati anche la maggior parte dei pasti che finiscono nelle tavole dei bambini delle scuole dopo che il Comune di Perugia ha dato in gestione la refezione scolastica ad un Ati che si è aggiudicato la gara d’appalto.
Altri incidenti L’osso non è purtroppo il primo degli incidenti che hanno fatto indignare non poco tutti quei genitori che non hanno assolutamente digerito la loro estromissione dall’acquisto delle derrate alimentari dei loro figli. Precedentemente c’erano stati i casi delle lische di pesce nei piatti dei bambini piccoli in più scuole e gli yogurt e il pane con della muffa. La partita della gestione delle mense insomma, e di questo più che mai difficile non rapporto tra gestore e genitori, è solo all’inizio.
Genitori ancora tenuti fuori E certamente non è iniziato nel migliore dei modi. Dopo un mese e mezzo di scuola infatti, nonostante le reiterate richieste da parte dei genitori di avere il menù specifico, che indichi cioè quale tipo di pesce e quale tipo di verdura è prevista per ogni giorno, e l’elenco dela filiera di ogni prodotto che viene servito ai bambini, non è arrivato nulla. Colpa dell’Ati gestore o del Comune? Resta il fatto che i genitori non hanno idea di cosa realmente i loro figli magino a scuola.
