di Francesca Marruco
«Noi volevamo una dichiarazione d’intenti politica chiara dal sindaco», invece i tanti genitori che mercoledì pomeriggio hanno partecipato alla riunione della commissione consiliare permanente in Comune, sono dovuti andare via senza una risposta chiarificatrice né da parte del sindaco Andrea Romizi, assente, né da parte dell’assessore Dramane Wagué, che, dopo essere arrivato con venti minuti di ritardo rispetto all’orario della seconda convocazione, ha risposto ai genitori in maniera certamente non chiarificatrice ed è andato via per primo per partecipare alla riunione di giunta.
Volontà politica Il nocciolo della questione è molto semplice: i genitori reclamano l’esigenza di vedere messa nero su bianco la volontà politica della Giunta, quale che sia, perché allo stato delle cose non è chiaro. I genitori vogliono sapere, senza girarci troppo intorno, se il Comune accoglie la proposta tecnica presentata dai comitati mensa, e conoscere la volontà della Giunta in merito al futuro dei comitati stessi.
Wagué: coscienza pulita «Io – ha detto l’assessore Waguè – ho la coscienza pulita e non ho proposto niente di unilaterale», spiegando poi che adesso la parola spetta ai tecnici, che erano stati invitati alla riunione, ma non si sono presentati e verranno quindi invitati alla prossima riunione fissata per il 16 giugno. L’assessore Wagué ha poi annunciato che sarà presente giovedì sera all’assemblea convocata dai genitori dei comitati mense al Cva di Ponte San Giovanni alle 21.
I genitori A parlare a nome di tutti i genitori sono state Marta Geremia del comitato dell scuole di Santa Lucia, e l’avvocato Alessandra Bircolotti, che è stata l’artefice della proposta tecnica presentata al Comune nei giorni scorsi. Geremia ha sottolineato «il successo» della gestione attuale delle mense, con i genitori che si fanno carico dell’approvvigionamento e del pagamento delle fatture. E i «genitori – hanno sottolineato – non devono guadagnarci, se non ci si fida di “madri ignote”( come disse l’assessore Calabrese, ndr) perché fidarsi di un colosso della ristorazione che di certo non ha come fine ultimo il benessere dei nostri figli, ma il suo guadagno?». I genitori hanno anche detto di essersi sentiti più volte «presi in giro» per annunci fatti dal sindaco che però poi sono rimasti lettera morta, e al sindaco hanno chiesto di «essere coraggioso e innovativo e non scegliere il così fan tutti» ed esternalizzare.
Il sospetto Perché il sospetto è proprio questo: e cioè che l’amministrazione abbia di fatto già deciso e la stia tirando per le lunghe con i comitati dei genitori in modo da arrivare ad un punto morto. Ma si parte da un assunto che ancora non ha avuto risposta: «i tecnici del Comune – ha spiegato il consigliere del Pd Tommaso Bori – hanno dichiarato illegali le convenzioni vigenti, che sono state approvate l’ultima volta da questa stessa amministrazione l’anno scorso. Quale nuova norma è intervenuta nel frattempo per farle diventare illegali?». Nessuna risposta è stata fornita a genitori e consiglieri del Pd che hanno chiesto più volte la stessa cosa. E se la convenzione non fosse illegale, cosa rimarrebbe, se non solo la volontà di esternalizzare il servizio mensa?
