I genitori fuori dall'ufficio del sindaco la scorsa estate (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Sul capitolo mense, dopo settimane di discussione e tensioni arriva il primo punto fermo: la giunta comunale di Perugia infatti mercoledì pomeriggio ha approvato la delibera con la quale si mette fine al sistema (in vigore solo per alcune scuole) di acquisto del cibo da parte dei genitori, si indice la gara d’appalto per l’anno scolastico 2015/2016, rinnovabile anche per un altro anno, e si istituisce un «tavolo di confronto permanete tra l’amministrazione comunale, l’impresa che vincerà la gara e ovviamente i genitori. Padri e madri il cui «ruolo di controllo, verifica e monitoraggio» la giunta vuole non solo «conservare ma addirittura rafforzare».

Serve una gara In primis palazzo dei Priori (che come promesso mesi fa mercoledì ha approvato anche il finanziamento da 70 mila euro a favore della scuola Santa Croce) spiega perché questo sistema, in base al quale ogni anno dalle associazioni vengono gestiti circa 1,3 milioni di euro, non può continuare. La legge 135 del 2012 infatti (la cosiddetta spending review 2), prevede allo scopo di evitare distorsioni della concorrenza e del mercato e al fine di assicurare la parità degli operatori economici sul territorio nazionale, che dal 1 gennaio 2014 la pubblica amministrazione acquisisca sul mercato i beni e servizi strumentali alle proprie attività. Il tutto deve avvenire mediante procedure concorsuali espressamente dettate dal codice dei contratti pubblici e degli appalti e sulla scorta del piano anticorruzione dell’ente adottato nel gennaio scorso.

L’appalto La gara, che riguarda le scuole d’infanzia comunali e statali e quelle primarie a tempo pieno nonché il servizio per adulti in condizioni di disagio e a domicilio per gli ultra65enni, garantirà anche specifiche premialità per l’approvvigionamento a chilometri zero e di prodotti biologici, e sarà così articolata: affidamento del solo servizio di approvvigionamento per le mense delle scuole d’infanzia comunali di Santa Lucia e Il Tiglio; affidamento del servizio di approvvigionamento, trasporto e scodellamento per il polo mensa della scuola d’infanzia di Castel del Piano e fino al 23 dicembre 2015 di quello di via Palestrina; affidamento di tutte le fasi del servizio di gestione della mensa scolastica, incluso l’approvvigionamento, nelle restanti cucine, poli mensa e nel centro preparazione pasti di San Sisto.

Sistema anomalo Ed è proprio il polo di San Sisto il modello a cui tutti gli altri ora vengono adeguati: per quanto riguarda questo centro di preparazione pasti infatti c’è un appalto globale che va dall’acquisto alla consegna del pasto, mentre per gli asili c’è ogni anno una gara; due sistemi di approvvigionamento al quale si aggiungeva quello delle associazioni dei genitori. Un’organizzazione complessiva che palazzo dei Priori definisce «disomogenea» e «fortemente anomala», dato che «la gestione per le stesse tipologie è articolata in modo del tutto diverso e disomogeneo con significativi e diversi effetti economici in capo all’Amministrazione». Il Comune in modo diretto gestisce 19 punti di preparazione annessi agli asili nido comunali e ad alcune scuola d’infanzia statali e dove lavorano 55 persone; in modo indiretto, cioè attraverso un servizio affidato a imprese che vincono le gare, si gestiscono 15 centri di preparazione pasti che servono 51 scuole.

Commenti Commentando la decisione l’assessore Dramane Waguè parla di «corretta applicazione» delle leggi e ribadisce che il ruolo di controllo dei genitori sarà rafforzato: «Valorizzeremo – dice – idee e progetti per garantire la qualità del cibo». In mattinata i genitori si erano espressi duramente contro il progetto della giunta, arrivando anche a promettere un ricorso al Tar, il boicottaggio delle mense e lo sciopero delle rette. Le associazioni non condividono «la proposta di un anno ponte di esternalizzazione» e hanno spedito all’Anac (l’Autorità nazionale dei contratti) un quesito «articolato e completo» per avere un parere sulla vicenda. I genitori si dicono «offesi e presi in giro» anche se prendono atto «dell’impegno a instaurare una commissione paritetica per trovare una soluzione alternativa» all’appalto.

Appello Da qui l’appello al sindaco e alla giunta «ad assumersi, anche tramite la firma di un protocollo, da sempre proposto dai genitori, l’impegno serio e partecipato, senza strumentalizzazioni, di attivarsi subito per trattare il tema». Impegno senza il quale le associazioni dei comitati mensa promettono battaglia. Poi, nel pomeriggio, la decisione della giunta con il via libera all’appalto sulla quale, con tutta probabilità, i genitori torneranno a pronunciarsi nelle prossime ore.

Twitter @DanieleBovi

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