Una mensa scolastica. Foto generica archivio

di D.B.

Per l’approvvigionamento del cibo non c’è bisogno di un’altra gara oltre a quella indetta nei giorni scorsi dal Comune di Perugia. Il Comune prende nuovamente carta e penna e in una nota risponde alle osservazioni sollevate dai genitori sul bando e agli articoli di questi giorni che hanno riportato il testo completo del parere dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione alla quale palazzo dei Priori, settimane fa, si era rivolta per avere delucidazioni sulla legittimità dell’attuale sistema di approvvigionamento delle derrate. «L’assessorato – dice palazzo dei Priori – precisa che è assolutamente fuorviante applicare il dettato dell’Autorità a fattispecie diverse da quella oggetto del quesito sottoposto, come si pretende di fare da alcune parti».

IL CAPITOLATO

L’acquisto del cibo L’Anac infatti, osserva palazzo dei Priori citando il passaggio finale del parere, si è pronunciata solo ed esclusivamente sulla possibilità per i genitori di effettuare gli approvvigionamenti in qualità di associazione di volontariato». «Analogamente a quanto avviene per altri tipi di servizio – scrive l’assessorato -, nell’appalto sono normalmente compresi anche i prodotti e le attrezzature necessari al servizio stesso (ad esempio, i prodotti nel servizio di pulizie o la benzina nel trasporto scolastico), salvo che il servizio stesso non sia reso da personale interno al comune», caso in cui serve una gara specifica come avviene per le materne di Santa Lucia e Il Tiglio, dove il Comune affida a terzi «il solo approvvigionamento con apposita gara».

IL PARERE DELL’ANAC

Risparmi e qualità Chiarimenti palazzo dei Priori li dà anche a proposito dei risparmi, altro punto contestato dai genitori. Il Comune osserva che il costo a base d’asta è 1,64 euro più Iva, e non 1,97 dato che i 33 centesimi riguardano la merenda che viene richiesta da coloro che non usufruiscono del pranzo. Puntualizzazioni arrivano pure sulla qualità del cibo, con il Comune che specifica come nel disciplinare siano contenute le caratteristiche di base e che «alle imprese che offrano derrate alimentari di migliore qualità venga attribuito un punteggio premiale fino a 21 punti, facendo della qualità delle derrate alimentari di gran lunga l’elemento di maggior peso per l’aggiudicazione della gara stessa». Quanto al superamento dell’uso di stoviglie di plastica, «tale azione – assicura palazzo dei Priori – sarà efficacemente oggetto di specifici accordi con l’aggiudicatario della gara d’appalto».

Controlli Da ultimo l’assessorato di Dramane Waguè ribadisce quanto scritto nei documenti di gara a proposito dei controlli, ovvero che due rappresentanti dei genitori insieme al Comune potranno farli a sorpresa e che insieme alle associazioni verranno creati dei tavoli dove discutere di tutto ciò che riguarda il servizio. Prima di queste precisazioni in mattinata alcune associazioni (Legambiente, Acu, Aiab, Cittadinanzattiva, Movimento consumatori e Slow Food) hanno chiesto al sindaco Romizi di ritirare il bando, giudicato negativamente, e di aprire «un percorso realmente trasparente e condiviso che mantenga e legittimi – scrivono – il ruolo di sussidiarietà dei comitati dei genitori, che garantisca regolarità nell’acquisizione dei fornitori e una sana e corretta alimentazione, oltre alla sostenibilità ambientale e sociale».

Twitter @DanieleBovi