di Fra. Mar.
Sono tre le domande presentate per la gara d’appalto indetta dal Comune di Perugia che riguarda il cibo da cucinare e servire all’interno delle mense delle scuole d’infanzia. Delle tre domande una è stata esclua per mancanza di requisiti.
Esclusi e ammessi Quindi, dopo l’esclusione della Rti composta da Cardamone Srl di Cosenza e Scamar di Lamezia Terme, verranno valutate le proposte tecniche presentate dal gruppo Serenissima e da un’altra rete temporanea di imprese composta da All Foods Srl, Elior ristorazione Spa, Consorzio Abn e Cir Food.
Il criterio Il criterio con il quale l’appalto sarà assegnato è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa: l’offerta tecnica potrà ottenere al massimo 75 punti e quella economica 25. All’interno della prima un massimo di 25 punti potranno essere assegnati per chi rispetta «criteri verdi», ovvero quelle imprese che garantiranno prodotti Igp, Dop, biologici, provenienti da filiera corta e così via. Il subappalto non è ammesso e il Comune nel capitolato inserisce la possibilità di dare vita a tavoli paritetici tra amministrazione, impresa, Asl e genitori. Qui si potrà discutere del rispetto di tutti i punti del capitolato, monitorare la qualità dei prodotti e del servizio, promuovere «un corretto regime alimentare e parlare di «qualsiasi attività che sarà sollecitata dai genitori e dagli organi di controllo». Genitori che, attraverso due loro rappresentanti, insieme al Comune potranno, in qualsiasi momento e senza preavviso, fare controlli.
Tar I genitori però, dopo aver chiesto fino all’ultimo al Comune l’annullamento del bando in autotutela, in quanto illegittimo sotto vari profili. Ma palazzo dei Priori ha tirato dritto per la sua strada e ora i genitori ricorreranno al Tar,come giàpiù volte annunciato. Oltre a trovare forme di protesta da mettere in atto da settembre, al momento della riapertura delle scuole.
