di Gianluigi Giusti*
Abbiamo letto in questi giorni vari articoli di giornali riguardanti la nuova stazione denominata Medioetruria, che, secondo alcune anticipazioni dell’assessore pro-tempore alle infrastrutture e trasporti, architetto Chianella, potrebbe essere costruita in Toscana e precisamente in località Farneta, in provincia di Arezzo. Ora ci viene spontanea la domanda, come Coordinamento comitati pendolari umbri, quindi fruitori giornalieri del servizio ferroviario: «cui prodest?», a chi giova una tale scelta? non di certo all’Umbria, né tantomeno agli utenti umbri, ma di fatto solamente alla Regione Toscana e al territorio dove verrà costruita, eventualmente, la stazione. Diciamo questo tenendo conto del fatto che Farneta, come ben si sa, è a più di cinquanta chilometri dal nostro capoluogo di Regione, per non parlare poi dagli altri importanti centri della nostra regione e della distanza che intercorre dall’aeroporto San Francesco di Assisi.
Nessun interscambio Inoltre, la stessa, sarà raggiungibile, in futuro, dagli utenti solo con mezzi propri o con eventuali servizi di trasporto pubblico su gomma, dal momento che la linea AV/AC Roma/Firenze, nel punto in cui dovrebbe sorgere la struttura, dista circa venti chilometri dalla linea storica o lenta Roma/Firenze e, quindi, non vi è alcuna possibilità di interscambio con altri servizi ferroviari sia regionali, che sovraregionali per l’Umbria. Ciò è grave, poiché, a differenza di quanto avrebbe scritto, giorni fa, la presidente della Regione su Facebook e riportato da alcuni quotidiani, riteniamo che «i servizi interni o da e per l’Umbria non sono un’altra cosa, rispetto all’Alta Velocità, ma se integrati con la stessa, aggiungiamo, permetterebbero di raggiungere quei tanti centri umbri che, altrimenti, ne continuerebbero, ancora, ad esser tagliati fuori». La stessa stazione Medio Padana, discutibile forse per i costi di costruzione o altro, unica fermata sulla linea AV Bologna/Milano e presa come esempio per la futura Medio Etruria, ha, guarda caso, sottostante alla stessa, una stazione della linea ferroviaria regionale Reggio Emilia/Guastalla/Ferrara, ex ferrovia in concessione, sotto la gestione della Regione Emilia Romagna.
Costi A dimostrazione che il criterio di corrispondenza tra Ferro AV e Ferro Trasporto Locale è pienamente funzionale, tenuto conto che il servizio regionale è l’unico vero collettore da e per il servizio a lunga percorrenza/AV ed all’Umbria, nella fattispecie, non servirebbe una stazione di proprietà, ma, bensì, una stazione di interscambio ferro/ferro funzionale. Nondimeno, non sappiamo, ad oggi, quanto potrà costare tale infrastruttura, sicuramente molto. Se da parte delle massime cariche istituzionali umbre sembra esserci tanto entusiasmo nel portare avanti questa opera, come mai le stesse, e così anche i loro predecessori (lo sappiamo bene come pendolari) non hanno cercato di migliorare la qualità dei servizi ferroviari, vedasi i disagi ormai cronici più volte denunciati, e le infrastrutture ferroviarie della nostra Regione?
Cultura del trasporto Cercando, ad esempio, di sollecitare il ministero competente, vedasi anche l’ultimo incontro con il ministro Del Rio, per far reinserire tra le opere strategiche il raddoppio della Terni/Spoleto e il completamento del tratto tra Spoleto e Campello del Clitunno, che da anni sembra essere in stallo. Forse, sono dimentichi che il 21/3/2011 la Regione Umbria firmò, con le Regioni Marche, Abruzzo,Toscana e Lazio, un documento congiunto, sottoposto al ministero dei Trasporti, con il quale si manifestava l’esigenza del completamento ferroviario centrale e il potenziamento delle trasversali che mettono in collegamento il Tirreno con l’Adriatico e il nodo ferroviario di Falconara oltre ad interventi infrastrutturali per la velocizzazione dei servizi su linee convenzionali come la Foligno/Terontola/Arezzo e, altresì, il miglioramento e il completamento della rete regionale interconnessa alla rete nazionale. A tal proposito, tanto per dire, nell’allegato infrastrutture al DEF 2012-2014 il “raddoppio Terni/Spoleto” è riportato in varie tabelle come opera sia di rilevanza strategica, che regionale. Tutto questo non fa altro che confermare che nella nostra Regione non si ha la cultura del trasporto su ferro, a differenza di altre Regioni Italiane, quali ad esempio le stesse Toscana ed Emilia Romagna.
*Coordinamento comitati pendolari umbri
