Un modello per curare gli anziani, precisamente gli over 65, nell’area super interna in cui risiedono, ossia la Valnerina, evitandogli di percorrere chilometri per raggiungere gli ospedali dell’Umbria. Passa per la cosiddetta Medicina d’iniziativa l’assetto che la Usl 2 sta potenziando nel tentativo di «raggiungere l’intera comunità in modo proattivo» e i primi risultati di questo sforzo sarebbero confortanti. La direttrice del distretto della Valnerina, Simona Marchesi, sostiene infatti che «in soli tre mesi questo modello di prossimità ha contenuto la spesa farmaceutica e ridotto del 30 per cento la richiesta di visite specialistiche, abbattendo i disagi logistici per pazienti e caregiver».

La sanità in Valnerina ha cambiato volto dopo il sisma. La Usl 2 ricorda che «subito dopo il terremoto, il distretto ha attivato trattamenti in regime di day-hospital per i pazienti con insufficienza cardiaca avanzata», sostenendo la «formazione specifica del personale medico e infermieristico sulle terapie infusionali e sulla programmazione di controlli mirati», ricostruisce una nota della Usl 2. Un lavoro, questo, che «nel 2023 è valso al distretto della Valnerina il riconoscimento dell’Istituto Sant’Anna di Pisa, che ha certificato l’esperienza come best practice per la gestione dello scompenso cardiaco».

Negli ultimi mesi, però, la Usl 2 ha tentato di far compiere a questo modello «un passo in avanti decisivo», perché lo scopo non è «più solo curare i pazienti già noti alla struttura, ma di raggiungere l’intera comunità in modo proattivo», spiega una nota. Il modello punta a oliare il meccanismo «sulle due principali cronicità che colpiscono la popolazione over 65: l’insufficienza cardiaca e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)», attraverso un «piano unisce le forze di tutta la rete sanitaria locale dai medici di medicina generale al personale infermieristico del territorio fino all’équipe del Day Hospital».

Tutti questi profesisonisti vengono, dunque, chiamati a «lavorare insieme per costruire percorsi specialistici e personalizzati per ogni singolo paziente, da svolgere interamente all’interno dell’area della Valnerina». In questo quadro, la direttrice Marchesi sottolinea che «il programma di Medicina d’iniziativa nel distretto registra un risultato significativo, con adesione piena dei medici di famiglia e infermieri e una crescente richiesta spontanea dei cittadini. Ad oggi – prosegue – sono 280 i pazienti arruolati in un percorso personalizzato che coinvolge cardiologi, internisti e pneumologi nelle Case di Comunità di Norcia e Cascia, dove si effettuano controlli e la riconciliazione terapeutica».

Il modello, come detto, «in soli tre mesi ha contenuto la spesa farmaceutica e ridotto del 30 per cento la richiesta di visite specialistiche, abbattendo i disagi logistici per pazienti e caregiver», mentre «dalla fine di agosto un questionario valuterà le aspettative degli utenti per migliorare il servizio, con l’auspicio di estendere rapidamente il progetto ai follow-up oncologici sul territorio (mammella, prostata, polmone e colon-retto)».