di Daniele Bovi
Un’Università in cui «nessuno è straniero» e che, in 100 anni, ha compiuto «un percorso straordinario» diventano «specchio del mondo». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato mercoledì dell’Università per stranieri a Palazzo Gallenga, dove l’ateneo ha aperto il proprio anno accademico; un anno speciale dato che la Stranieri nel 2025 festeggia un secolo di vita. Davanti a un’aula magna gremita di studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni, Mattarella ha voluto sottolineare il ruolo cruciale dell’Ateneo come luogo di dialogo e scambio interculturale.
Il centenario In cento anni la Stranieri «ha compiuto un percorso straordinario». «In questo secolo di vita – ha detto il Capo dello Stato – l’Università per Stranieri ha attraversato stagioni diverse: dall’oppressione delle dittature europee alla tragedia della Seconda guerra mondiale, fino ai decenni di integrazione europea, alla fine del colonialismo e all’affermazione dei diritti umani». Mattarella ha poi ricordato la figura di Capitini – «campione della nonviolenza e della pace» che ha guidato l’ateneo subito dopo la guerra e il ventennio fascista – e il valore della cultura come strumento di comprensione reciproca e cooperazione tra i popoli. «Questa Università è uno specchio del mondo e della sua ricchezza. La cultura è un veicolo di pace, di dialogo e di amicizia, un valore che non possiamo mai dare per scontato», ha aggiunto Mattarella, auspicando che l’Italia continui a essere un paese accogliente e aperto.
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Apertura Mattarella ha ricordato che l’ateneo vive in un contesto fatto di fenomeni contraddittori come guerre, violenze e disorientamenti, ma anche opportunità come quelle offerte dalla scienza; scenario davanti al quale il compito delle università è quello di affrontare questi interrogativi promuovendo la cultura e l’apertura. Un ringraziamento è stato rivolto al rettore, Valerio De Cesaris, per il ruolo che l’Ateneo svolge non solo per quanto riguarda l’insegnamento dell’italiano, manche per il formare docenti che poi lo “esporteranno” nel mondo. Mattarella, oltre che dal rettore, era stato accolto a Palazzo Gallenga dalla presidente della Regione Stefania Proietti, dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, dal prefetto Armando Gradone e dal presidente della Provincia Sandro Pasquali.
Il rettore Nel suo intervento De Cesaris ha ringraziato Mattarella per la sua presenza, considerata un segno di attenzione e riconoscimento per l’Ateneo. «L’Università ha attraversato momenti difficili, come il ventennio fascista, ma ha sempre mantenuto la sua missione di luogo di incontro e formazione per studenti di tutto il mondo», ha sottolineato De Cesaris, ricordando anche il contributo di Maria Montessori alla didattica dell’Ateneo. Il rettore ha poi rivolto un pensiero ai tanti studenti palestinesi che negli anni hanno studiato a Perugia, esprimendo vicinanza alle loro lotte per la pace e la libertà di espressione. «Questa città è diventata multietnica proprio grazie alla presenza di studenti provenienti da ogni parte del mondo», ha detto, ribadendo che l’italiano è tra le lingue più studiate al mondo e che l’Università per Stranieri ha il dovere di continuare a formare nuovi docenti di lingua italiana.
L’appello De Cesaris ha lanciato poi un appello alle istituzioni per migliorare le condizioni degli studenti internazionali, chiedendo di abbassare il contributo richiesto per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale e di rivedere le restrizioni sui visti per motivi di studio. «Non concedere il visto a chi ha parenti in Italia perché considerato a rischio migratorio – ha detto – è una logica che va superata». Sollecitazioni che Mattarella ha promesso di seguire «con attenzione». A prendere la parola è stata poi una rappresentante degli studenti, che ha ribadito la necessità di un’università più equa, lontana da logiche aziendalistiche e di mera performance. «Sapere ed equità devono andare di pari passo», ha detto, criticando anche i tagli alla ricerca.
Gli studenti Quattro poi le studentesse e gli studenti – provenienti da Colombia, Camerun, Cina e Kenya – che hanno raccontato le loro esperienze. Tra le testimonianze più significative, quella di una studentessa colombiana che ha raccontato come studiare a Perugia le abbia permesso di comprendere meglio le dinamiche internazionali. «Qui ho trovato un ambiente aperto, che mi ha arricchito non solo dal punto di vista accademico ma anche umano», ha detto. Uno studente camerunense ha invece sottolineato il ruolo della lingua italiana come ponte tra culture, mentre una studentessa cinese ha elogiato il programma Marco Polo che le ha permesso di realizzare il sogno di studiare in Italia. Un giovane del Kenya, giunto con una borsa di studio, ha invece descritto la sua esperienza come un’opportunità non solo di apprendimento, ma anche di rappresentanza culturale: «Qui non sono solo uno studente, ma anche un ambasciatore del mio Paese». A parlare è stata anche una rappresentante del personale tecnico che, tra le altre cose, ha chiesto il rinnovo del contratto nazionale di categoria.
Gli incontri All’uscita dall’Ateneo, Mattarella si è intrattenuto con alcuni studenti del liceo classico e musicale Mariotti, firmando un cartellone con la scritta: «La nostra scuola la accoglie calorosamente». «Un gesto che ci riempie di orgoglio», ha commentato una docente, sottolineando l’importanza di trasmettere ai giovani i valori della democrazia e della cultura. Prima della cerimonia invece al presidente sono stati donati una copia anastatica dell’edizione originale del 1907 del libro di Raniero Gigliarelli sulla storia di Perugia. Fuori da Palazzo Gallenga anche studenti delle scuole cittadine che hanno sventolato tricolori e bandiere della pace. Nella Sala Goldoni Mattarella ha firmato anche il libro d’onore degli ospiti. Nel corso della cerimonia è stato mostrato anche un breve estratto del documentario che la Tgr Rai dell’Umbria sta realizzando sul centenario.
Proietti e Ferdinandi La sindaca Vittoria Ferdinandi, insieme alla presidente dell’Umbria Stefania Proietti, ha sottolineato l’importanza di questo momento, definendolo un riconoscimento al ruolo dell’ateneo nella promozione della lingua e della cultura italiana. «La sua presenza onora una realtà che ha reso Perugia un simbolo di integrazione e dialogo internazionale», ha detto Ferdinandi. Proietti ha evidenziato come Mattarella sia un modello sui temi della pace e della cultura, valori fondamentali per l’Università.
