Una sala pronta per la cerimonia

di Daniele Bovi

Umbria, Puglia e Molise. Sono queste, in un’Italia dove nel 2015 si è complessivamente registrata una crescita di matrimoni come non si vedeva dal 2008, le uniche regioni d’Italia dove invece il numero delle coppie che si sono dette il fatidico «Sì» non è aumentato, ma anzi è diminuito. Un trend che prosegue ininterrottamente almeno dal 2008, quando a scambiarsi le fedi erano state 3.725 coppie; un numero sceso fino alle 2.618 del 2015, 22 in meno rispetto a un anno prima. Nel 2009 il calo più marcato: 3.237, scese a quota 3.032 nel 2011 e 2.609 nel 2013, anno dal quale il numero di coppie è rimasto sostanzialmente stabile. In tutta Italia nel periodo 2008-2014 i matrimoni sono diminuiti in media al ritmo di quasi 10 mila all’anno, mentre nel 2015 sono stati 4.600 in più. E mentre le cerimonie in Umbria diminuiscono, a crescere sono separazioni e divorzi: le prime erano 1.241 nel 2014 e 1.325 un anno dopo, mentre per i secondi è vero e proprio boom, in Italia come in Umbria.

I numeri I dati del 2015 risentono degli effetti delle recenti variazioni normative, in particolare l’introduzione del cosiddetto «divorzio breve». Il risultato? 691 casi nel 2014 e 952 nel 2015. Tornando a coloro che si sono giurati amore eterno, per ovvie ragioni la gran parte dei matrimoni sono stati celebrati in provincia di Perugia (2.014) e, ancora per il momento, il rito religioso continua a essere quello preferito: 1.468 casi contro 1.172. Il numero di questi ultimi però è in costante aumento: basti pensare che nel 2004 rappresentavano il 31 per cento, percentuale lievitata fino al 49 per cento del 2015, ben quattro punti in più rispetto all’anno precedente. La situazione nel territorio però non è omogenea: in provincia di Terni la cifra negli ultimi tre anni è stata sempre sopra il 50 per cento, raggiungendo quota 52 per cento nel 2015. Anche nel territorio dei due comuni capoluogo la situazione è differente: 451 in tutto a Perugia le nozze celebrate nel 2015, delle quali 215 con rito civile; a Terni invece su 232 sono ben 164 i matrimoni celebrati in Comune.

Età e nazionalità Quanto alle scelte economiche, la separazione dei beni rimane sempre quella più gettonata: 1.729 le coppie che hanno optato per questa soluzione mentre 889 per la comunione dei beni. Quanto all’età degli sposi, la fascia con più matrimoni è quella che va dai 30 ai 34 anni (761), seguita da quella dai 25 ai 29 (664) e dai 35 ai 39 (413). E nelle prime due fasce d’età il rito religioso è quello nettamente preferito, mentre differenze più piccole ci sono in quelle dai 20 ai 24 anni e dai 40 ai 44. Nessuna differenza di un certo rilievo invece si nota guardano ai titoli di studio degli sposi. Se si guarda invece ai casi in cui almeno uno dei due coniugi è straniero, il caso nettamente più frequento è quello in cui è la sposa a non essere italiana: donne che perlopiù vengono da Europa e America centro meridionale. Decisamente meno gli sposi stranieri, anche in questo caso principalmente da paesi UE, dell’America centro meridionale e dell’Africa settentrionale. Da ultimo i mesi preferiti: circa duemila matrimoni su 2.618 si sono tenuti da maggio a settembre, con quest’ultimo che risulta essere quello più gettonato.

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.

One reply on “Matrimoni, Umbria tra le sole tre regioni dove calano. Boom di divorzi, a Terni 70% di riti civili”

  1. a cosa serve il matrimonio in chiesa?????? i doveri e diritti li stabilisce il rito civile quindi perché spendere denaro in futilità????e poi alle prediche dei preti dei vescovi non ci crede più nessuno,,,,loro,(((((((((( non tutti ma un bel numero)))))))) sono coinvolti in scandali di ogni genere pedofilia, furti, ecc.

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