di Marta Rosati

L’idea circola già da qualche tempo tra i banchi di Palazzo Spada («cinque anni» riferisce il geometra del Comune Federico Nannurelli), l’apprezzamento per l’iniziativa è bipartisan, senza dubbio si tratta di un’opportunità per la città: permettere la celebrazione di matrimoni civili alla Cascata, a Carsulae o a Piediluco potrebbe rappresentare una strategia di marketing non indifferente, ma ci sono aspetti non trascurabili.

Città di San Valentino Certe location potrebbero avere un certo appeal sui promessi sposi, al pari del balcone di Giulietta e Romeo a Verona. Terni anzi in questo senso vanterebbe anche una marcia in più: suggellare l’unione nella città del santo patrono degli innamorati, deve avere il suo perché. Peccato che non sia così semplice. La discussione è entrata nel vivo in seconda commissione, a partire da una mozione griffata Federico Brizi di Forza Italia e integrata dal consigliere dem Michele Pennoni con la quale si vuole incentivare la giunta ad attuare una delibera consiliare precedente, riguardante il tema. Nannurelli: «Nel regolamento amministrativo e contabile di gestione della Cascata, questa possibilità è già prevista perché cinque anni fa un’agenzia matrimoniale tedesca mostrò interesse anche se il progetto non si è mai concretizzato».

Matrimoni a Terni L’assessore con delega al personale e alla polizia municipale, Christia Falchetti Ballerani ha spiegato ai commissari: «Le problematiche non sono poche per l’individuazione dei siti, ci sono vincoli per rintracciare un punto già nella disponibilità del Comune, che non escluda accesso all’utenza, al momento della celebrazione non si può impedire la fruizione turistica. Esiste inoltre la necessità di individuare tariffari adeguati, tenendo conto che non può esserci rimessa per l’ente, possibilmente anzi guadagno». Enrico Melasecche di I love Terni: «Siano eventualmente previste riduzioni per i residenti». Angelica Trenta del M5s: «Non spariamo cifre troppo alte, casomai studiamo una scontistica per musei e siti del territorio, gratis per gli sposi e metà prezzo per la comitiva ad esempio».

Turismo «In ogni caso è la logistica a dare maggiore preoccupazione – ha proseguito l’assessore Ballerani -, occorre garanzia di sicurezza, disponibilità dei vigili urbani al trasporto dei registri e copertura per la salvaguardia degli stessi, quindi una struttura chiusa in linea con il paesaggio e con le norme, l’individuazione di giorni e orari per il rito che coincidano con quelli in cui la Cascata è aperta. Gli aspetti da valutare insomma sono diversi e non è così immediatamente possibile. Prossima settimana – propone la Ballerani – potremmo effettuare un primo sopralluogo con i tecnici, ben venga la presenza di almeno una rappresentanza della commissione».

Quanto costa sposarsi Il tariffario a questo punto sarebbe l’ultima cosa, è vero ma i dati forniti dal funzionario amministrativo Renato Bernocco sono interessanti: «La sala consiliare del Comune di Terni è molto bella e per sposarsi qui il costo è piuttosto esiguo, andiamo dai 75 euro per chi decide di farlo dentro la settimana fino a un massimo di 100 euro, per quella di Narni – sottolinea – se ne spendono ben 400, per la rocca credo si arrivi oltre i 1000, sposarsi nella sala comunale di Pienza costa 600 euro, Viterbo ne chiede 300».

Matrimoni alla Cascata delle Marmore «Servono approfondimenti – premette l’assessore al turismo e al commercio Daniela Tedeschi -, ma da parte mia c’è tutto l’appoggio e il sostegno necessario alla concretizzazione di questa ipotesi. Sarebbe strategico legare il tema di San Valentino alle nostre bellezze». Dal Pd,  Sandro Piccinini e Pasqualino Burgo: «Della Cascata si potrebbe sfruttare anche il belvedere superiore». Paolo Crescimbeni del ‘Gruppo misto’: «Trattandosi di rito civile, un matrimonio di questo tipo potrebbe interessare anche gli immigrati presenti sul territorio. Teniamoci bassi con i prezzi e non pensiamo solo alla gola dell’ente, gli introiti potrebbero essere diffusi geograficamente e per più giorni». Silvano Ricci di Sinistra per Terni ironizza: «Il matrimonio, teoricamente si fa una volta nella vita, non si bada a spese». Todini di lista civica ‘Il Cammello’: «Credo che tutti i problemi siano superabili».

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