Verso la Marcia della Pace

Si apre venerdì il Meeting dei “1000 giovani per la pace”, l’evento che preparerà una Marcia della Pace, quella di domenica, che vede sempre più soggetti schierati dalla stessa parte: dai sindacati alla Chiesa. Ma che partirà dall’impegno di mille giovani che si riuniscono venerdì a Bastia Umbra.

«1000 giovani per la pace» Si apre domani alle 11 il Meeting “1000 giovani per la pace” che si svolgerà a Bastia Umbra alla vigilia della Marcia Perugia-Assisi del 25 settembre. Dovevano essere 1.000 e invece saranno 4.000. Sono i giovani che l’Italia continua a ignorare e che il 23 e 24 settembre 2011 daranno vita ad una due giorni di laboratori, lezioni, seminari e idee. Rispondendo all’appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che nel messaggio di capodanno aveva invitato tutti a investire e scommettere sui giovani, la Tavola della pace e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani hanno deciso di creare un grande spazio d’incontro, confronto e progettazione attorno a tre parole chiave: pace, lavoro e futuro. Il Meeting, che si svolgerà presso il centro fieristico UmbriaFiere, sarà: un’occasione unica per discutere e approfondire tutti i più scottanti problemi del nostro paese e del mondo; una grande Università della Pace; l’occasione per riscoprire cosa vuol dire “fare pace” a scuola, nella città in cui viviamo e nel mondo; un grande laboratorio politico della società civile responsabile. Il Meeting consentirà ai giovani di essere protagonisti di una grande iniziativa di pace. Un’occasione unica per vivere un’esperienza straordinaria, per incontrare altri giovani, per confrontarsi e progettare insieme nuovi percorsi di pace. Il Meeting si svolgerà in uno spazio dove sarà possibile discutere e progettare insieme e in gruppi di lavoro, fare e ascoltare musica e teatro, mangiare e dormire con il sacco a pelo.

Paglia: c’è bisogno di pace «Il rischio, all’inizio di questo millennio, che la guerra sia tornata ad essere uno strumento per risolvere questioni o problemi, è un’illusione drammatica. Perché la guerra non porta mai beneficio a nessuno, ma scava fossati e tragedie. Di pace ce n’è bisogno e l’Umbria, in questo contesto, deve essere orgogliosa perché Assisi resta la capitale della pace». Con queste parole il vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), saluta le migliaia di persone – in gran parte giovani – che il 23 e 24 settembre parteciperanno al “Meeting 1000 giovani per la pace” e, il giorno successivo, alla marcia Perugia-Assisi. Dai microfoni di Umbria Radio, Paglia rivolge il suo augurio ai partecipanti della manifestazione: «Quest’anno il 50° della Marcia Perugia-Assisi e il 25° dell’incontro interreligioso di preghiera per la pace nel mondo è una coincidenza che mostra come il pellegrinaggio verso la pace è un pellegrinaggio che coinvolge tutti, credenti e non. Sono anche lieto di poter salutare tutti coloro che partecipano a questa Marcia e mi auguro che la partecipazione sia numerosa».

Sindacati Per i 50 anni di strada comune del movimento pacifista e del sindacato italiano, alla vigilia della Marcia della Pace di domenica 25 settembre Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno organizzato un incontro per discutere le sfide e le proposte necessarie per affrontare la crisi, costruendo migliori condizioni di benessere e convivenza sociale. L’appuntamento, dal titolo “PaceLavoroFuturo”, si è tenuto giovedì a partire dalle 15 presso la sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni a Perugia.

Lavoro al centro L’incontro, introdotto dai tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, ha visto la partecipazione di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, di Guglielmo Ragozzino, economista di Sbilanciamoci.it, Leopoldo Tartaglia, del dipartimento Politiche Globali Cgil, di Renzo Bellini, del dipartimento Internazionale Cisl e di Massimo Di Pietro, dell’ufficio affari internazionali Uil. Tra i principali temi trattati, quello dell’economia e mercato globale, della crisi globale delle economie occidentali, della speculazione finanziaria internazionale, del ruolo soffocante per interi Stati e per la stessa comunità europea della finanza e delle società di rating. I sindacati hanno puntato la propria attenzione sulla necessità – per ora disattesa – di regole globali per l’economia, per i mercati e quindi per il lavoro. Una sorta di “Governo globale” che sappia indicare le linee comuni da perseguire. Per quello che concerne il lavoro, si tratterebbe di temi di grande rilevanza quali: diritti, salario, orario di lavoro, ma anche fisco, contributi previdenziali, sicurezza nei luoghi di lavoro e qualità dei prodotti. Da questo, Cgil, Cisl e Uil hanno espresso l’intenzione di riproporre l’iniziativa del sindacato internazionale (Ilo) sul “Lavoro dignitoso” in ogni Paese del mondo. Per l’Italia si tenne il 7 ottobre 2008 ad Assisi, con l’intenzione di riperla ogni due anni. Una concertazione a livello globale  che dovrà coinvolgere le associazioni imprenditoriali e i governi.


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