di F.T.
Di pioggia ne è caduta parecchia e i terreni, già gravati dalle precipitazioni dei giorni scorsi, faticano a contenerla. Da qui gli smottamenti registrati in diverse zone del territorio. Dal punto di vista dei rischi, al momento la situazione del ternano non desta comunque particolari preoccupazioni. Prosegue costante i monitoraggio dei corsi d’acqua da parte della protezione civile.
Valnerina Piccoli smottamenti vengono registrati nella zona di Collestatte e a Torre Orsina. Si tratta di casi già noti agli operatori della protezione civile che hanno già dovuto fronteggiare i ‘precedenti’ registrati durante l’inverno. Stesso discorso per un’altra frana, nella zona di Valenza, dove il problema si è riproposto a distanza di un anno dall’ultimo episodio.
Montecastrilli Un’altra frana è stata registrata in questa zona del ternano. L’evento, legato a un’erosione accentuata del fosso Bianco, ha di fatto isolato un nucleo abitato in cui vivono cinque famiglie.
Orvietano La frana di località Costaccio-San Martino ha portato all’interruzione dell’acquedotto – poi ripristinato grazie all’intervento della Sii – ed ora la situazione è al vaglio dei geologi che stanno verificando eventuali situazioni di rischio per due abitazioni vicine al luogo interessato dallo smottamento. Resta confermata l’apertura delle scuole per la giornata di mercoledì. Sul territorio si registrano altre situazioni analoghe, ma di minore gravità, che vengono monitorate dagli operatori della protezione civile del comune di Orvieto.
Diga di Corbara Sempre nell’orvietano, il livello del Paglia viene definito «in netto calo». Un dato positivo, considerando quanto accaduto poco più di un anno fa. Per quel che riguarda il lago di Corbara, attualmente la portata dell’invaso è di 136 milioni e 800 mila metri cubi d’acqua. Il limite massimo è stabilito in 138 milioni: «Questo vuol dire che c’è ancora un buon margine», spiegano dalla protezione civile di Orvieto. Al momento la diga di Corbara, che dopo l’ondata di piena dello scorso 31 gennaio è rimasta sempre aperta, sta rilasciando circa 450 metri cubi d’acqua al secondo.
Strada a rischio «Se il rilascio dovesse salire a circa 1.000 metri cubi d’acqua – spiegano dalla protezione civile della provincia di Terni – non escludiamo l’eventuale chiusura del collegamento stradale fra Attigliano e Bomarzo. L’eventuale esondazione del Tevere in quella zona (che rientra anche nel comune di Giove, ndR) sarebbe comunque limitata ai soli terreni agricoli».
Volontari Il centro operativo della protezione civile del comune di Orvieto resterà aperto per tutta la giornata di mercoledì. Ai 20 volontari attivi, si aggiungono anche gli operatori dei servizi manutentivi comunali.
