E’ terminata positivamente per Andrey Yakunin, il magnate russo che vive nella sua prestigiosa residenza in Umbria, la vicenda giudiziaria avviata per avere fatto volare un drone nelle isole Svalbard a nord della Norvegia. Secondo l’accusa aveva violato le norme sulle sanzioni.
Era stato assolto a febbraio dal tribunale distrettuale di Nord – Troms e Senja dall’accusa di volo illegale che gli è costata 52 giorni di detenzione.
OLIGARCHI RUSSI TRA LE COLLINE UMBRE
VIDEO INTERVISTA A YAKUNIN: PRIMA PUNTATA
«Fin dal primo giorno – ha dichiarato – ho detto che non è un reato per un cittadino britannico pilotare un drone amatoriale alle Svalbard. Tuttavia, per confermarlo ci sono voluti quasi due anni e un complicato procedimento legale, oltre a 52 giorni di detenzione. Ma alla fine il buon senso e la giustizia hanno prevalso. Non ho mai commesso alcun reato penale. Sono solo un marinaio e un appassionato di sport all’aria aperta a cui piace filmare la bellezza della natura», dice Andrey Yakunin in un comunicato stampa di Elden Advokatfirma. Il difensore di Yakunin, John Christian Elden, afferma che le autorità norvegesi «dovrebbero essere ritenute responsabili». «Questo caso – ha aggiunto – ha rappresentato un peso enorme per il nostro cliente, sia perché è stato falsamente accusato di aver commesso un reato, sia per la massiccia attenzione mediatica che il caso ha ricevuto»
