di Daniele Bovi
Orde di terroristi dell’Isis, di malati di ebola e ora pure di tabaccai, pronti a sfidare la morte su uno dei tanti barconi arrugginiti per venire in Italia a rubare, oltre che il lavoro, i posti negli asili nido e le case popolari, anche le tabaccherie ai tabaccai italiani. Più precisamente a quelli di Magione, ma pure quelli di Panicale non se la passeranno tanto bene e insieme a loro anche i colleghi di tantissimi altri comuni italiani. La storia la racconta domenica Il Giornale ed è un esempio perfetto di come un vecchio quanto banale arnese legislativo possa trasformarsi, se calato in un contesto impazzito e nella disinformazione che rimbalza sulle bacheche dei social network, nell’ennesima occasione per alimentare l’odio che fermenta nella pancia del Paese.
Tabaccheria vietata Titolo della storia apparsa sul Giornale di Sallusti è «Tabaccheria “vietata” agli italiani: il bando è riservato ai profughi». La città in questione è la ridente e pacifica Magione del sindaco Giacomo Chiodini dove, come in tante altre città, i Monopoli hanno pubblicato un bando volto all’apertura «di una nuova rivendita». Ma chi sono i destinatari del bando? Il Giornale parla di «nuova e particolare tabaccheria», di «trovata». Destinatari del bando sono «profughi già intestatari di rivendita dei generi di monopoli nei territori di provenienza, ovvero, in caso di decesso del profugo, coniuge o uno dei figli»; «invalidi di guerra, orfani di guerra, vedove di guerra e categorie equiparate per legge»; «decorato al valor militare, altri profughi, mutilati ed invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 40%, vedove di caduti sul lavoro».
Il bando «Le persone appartenenti alla categoria A – è detto ancora – sono preferite a quelle appartenenti alla categoria B. Entrambe sono preferite a quelle appartenenti alla categoria C». «Niente da fare – sentenzia sconsolato il Giornale che fu di Montanelli – per tutti quei cittadini e imprenditori nostrani che non rientrano in tale identikit. La preferenza, come si legge nello stesso avviso, va tutta verso i profughi». E ancora: «Il bando scadrà a fine marzo: un mese che gli italiani, tagliati fuori, impiegheranno come spettatori impotenti». Insomma, l’infigardo profugo sbarcato sulle coste italiane grazie al buonismo della politica, nutrito con i soldi degli italiani onesti, pronto a rubare le nostre donne, la casa, il lavoro e l’autoradio, a saltare ogni fila, già pregusta il momento della vittoria, ovvero quello in cui potrà stringere finalmente tra le mani la licenza dei Monopoli di Stato. Una bella tabaccheria tutta per lui nella verde Umbria, vista lago Trasimeno. Una pacchia.
L’odio «Profugo» è la parola perfetta per far scattare qualsiasi istinto, quella che fa schiumare di rabbia l’odiatore medio che nel corso della giornata, mentre la ‘notizia’ rimbalza su siti come Sostenitori.info, Notixweb.com, Voxnews e altri portali che acchiappano clic grattando la pancia di un Paese ormai in preda a riflessi pavloviani, ha riversato sui social network commenti del tipo «oggi mi sento discriminato», «w il razzismo», «è un vero scandalo», il classico «vergogna» e via indignandosi. Voxnews.it riprende sobriamente la storia titolando «Governo apre tabaccheria: gestore deve essere un profugo». Boom. Da sottolineare poi il contesto che, sul sito del Giornale, circonda l’articolo: da un grande banner nero posto in alto il lettore viene fissato, con sguardo di sfida, da quello che pare un classico militante dell’Isis.
Vergogna A fianco la scritta «È questo il nostro futuro? Sostieni il reportage». Poco più sotto Il Giornale si domanda «Siamo in guerra? Il terrorismo islamista tra noi» e appena più in basso c’è uno dei fratelli Kouachi che finisce il povero poliziotto Ahmed Merabet sul marciapiede di fronte alla redazione di Charlie Hebdo. Come in un gioco della Settimana enigmistica, uniti i puntini (che in teoria non andrebbero uniti) l’odiatore medio non può che sfogare tutta la propria rabbia digitando nervosamente frasi sgrammaticate a casaccio e punti esclamativi come se piovesse. Base normativa del bando è la legge 1293 del 1957 e il relativo regolamento di esecuzione arrivato l’anno dopo con un decreto dell’allora presidente della Repubblica. Qui, all’articolo 50, si ripete innanzitutto che i profughi in questione devono essere «già intestatari di licenza di rivendita di generi di monopolio nei territori di provenienza».
Profughi Il che complica leggermente i piani del nostro profugo, a meno che non si pensi che una licenza ottenuta in Siria, in Iraq, in Liberia o in Tunisia possa essere spesa con facilità a Magione o a Panicale; oppure che i barconi siano stracolmi non di sigarette di contrabbando bensì di tabaccai africani. Ma soprattuto nel regolamento si fa riferimento alla legge 173 del 1958 e in particolar modo all’articolo 8, dal quale si deduce con un buon grado di certezza che i profughi di cui si parla non possono che essere italiani, italianissimi. È alla legislazione di quegli anni infatti che si deve far riferimento, ad esempio a quanto stabilito dalla legge 137 del 1952, quella sull’assistenza ai profughi (e ai loro familiari), persone che arrivavano «dalla Libia, dall’Eritrea, dall’Etiopia e dalla Somalia, per quest’ultima limitatamente ai rimpatriati fino al 31 marzo 1950; profughi dai territori sui quali, in seguito al Trattato di pace, è cessata la sovranità dello Stato italiano; profughi da territori esteri; profughi da zone del territorio nazionale colpite dalla guerra». Viste le categorie di persone indicate nel bando quindi, con tutta probabilità potrebbero essere gli invalidi del lavoro o altri ancora a ottenere una licenza. Per il nostro profugo-tabaccaio non resta che fumare una sigaretta per smaltire l’amarezza e tornare indietro.
Twitter @DanieleBovi

http://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/wps/wcm/connect/7c7c2c8047722bbe898b99d66b21df25/AVVISO+DI+CONCORSO+MAGIONE+(PG).pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=7c7c2c8047722bbe898b99d66b21df25
Ma li leggete i bandi ? Altro che bufala
credo debba leggerlo tu il bando, soprattutto le note in fondo…e magari leggerti tutti i bandi concessionari dal dopoguerra ad oggi.
O forse lei pensa di debbano togliere anche i cartelli nei treni e bus con scritto “riservato ai reduci di guerra”, sia mai si siede un reduce non italiano!
Ma che schifo di paese che e’ diventato questo…tutti Salvini