di Daniele Bovi
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Circa dieci milioni di euro all’anno per acquistare una cinquantina di mezzi nuovi rinnovando così un parco bus che sconta problemi di vecchiaia. E’ su questo gruzzoletto che potrebbe contare la Regione se alle parole del ministro per i Trasporti Maurizio Lupi seguiranno i fatti. Mercoledì intervenendo ad un convegno dell’Ania sulla sicurezza stradale infatti, il ministro ha spiegato che è intenzione del governo varare «un piano quinquennale da 500 milioni di euro all’anno per la modernizzazione dei mezzi di trasporto collettivo su gomma». E a palazzo Donini si prende la calcolatrice: se i criteri di riparto saranno gli stessi del Fondo nazionale per i trasporti, all’Umbria spetterebbero dieci milioni. Quindi, in ipotesi, 50 milioni in cinque anni. Circa 95 mila veicoli in tutto che, nel nostro Paese, hanno un’età media di 12 anni rispetto ai sette della media europea. I veicoli delle aziende pubbliche sarebbero 50 mila mentre per i privati le idee in campo sarebbero quelle di incentivi fiscali, di un apposito fondo o di un rifinanziamento della legge del 2003.
Il piano Il piano nelle intenzioni avrebbe anche un impatto positivo sull’ambiente dato che ancora oggi un mezzo su quattro è classificato tra le categorie considerate più inquinanti (la Euro 0 e la Euro 1), mentre il 75% è sotto la Euro 4. Ma al di là dei problemi connessi all’inquinamento ci sono quelli legati alla sicurezza, come la terribile strage di Ariano Irpino testimonia, coi suoi quasi 40 morti precipitati in un viadotto su un autobus con 18 anni di attività alle spalle. «Gli strumenti ci sono – ha sottolineato Lupi – e ora bisogna intervenire con una legge nazionale, un piano a quattro-cinque anni che cominci a regolamentare in maniera chiara, netta e forte il rinnovamento del parco mezzi». Un piano chiesto a gran voce dalle Regioni e del quale si è discusso anche lunedì nel corso della giunta regionale con un’informativa dell’assessore Silvano Rometti.
Mezzi vecchi I mezzi anche in Umbria sono vecchi e la speranza è quella che il piano vada in porto. In alternativa, servirà scavare tra le pieghe del bilancio per trovare soldi da investire. Il quadro più attendibile sullo stato dei mezzi della regione lo hanno fatto il presidente di Umbria mobilità Lucio Caporizzi e l’ad Franco Viola nella loro relazione allegata al bilancio 2012. Caporizzi e Viola parlano senza mezzi termini di «condizioni di particolare precarietà per il parco autobus e per la infrastruttura ferroviaria». Per i bus qualcosa, poco, potrà essere fatto nel corso del 2013 dando vita ad una gara per comprarne 11. Un rinnovo che veniva definito «modesto» mentre uno più incisivo «risulta sempre più necessario».
Treni e buste Più complessa, data la vastità e non solo, è la questione della rete ferroviaria regionale. Da una ricognizione fatta durante un incontro tra Regione e azienda e di cui si fa cenno nella relazione di Caporizzi e Viola, a disposizione pare ci siano 16,8 milioni di euro. Soldi che dovrebbero essere investiti per «esigenze di interventi manutentivi che – scrivevano i due -, seppure con indispensabile gradualità, non possono essere ulteriormente procrastinabili». A questo stato di cose si è arrivati per le ben note difficoltà finanziarie dell’azienda che hanno decretato la quasi totale impossibilità di fare investimenti. Nel giro di dodici giorni poi a Pian di Massiano si attendono le buste contenenti le offerte vincolanti da parte di Busitalia e dei francesi di Ratp, in corsa per rilevare il 70% di UM Esercizio, la srl creata recentemente ad hoc per gestire il servizio nella regione. Ad oggi, secondo quanto filtra, né la società di Fs né i francesi (che dal primo settembre stanno studiando tutti i numeri di UM) avrebbero fatto un passo indietro. Insomma, si aspettano le buste.
