Nelson Mandela

L’Umbria piange Nelson Mandela ricordandolo come simbolo della lotta al razzismo e uomo di pace. Tra le curiosità che legano l’Umbria a Madiba c’è la recente consegna della cintura nera honoris causa all’uomo che ha sconfitto l’Apatheid.

«Madiba è vivo» Per Flavio Lotti, organizzatore della Marcia per la Pace «Nelson Mandela non è morto. Continua e continuerà a vivere nelle donne e negli uomini che non smetteranno di nutrirsi del suo spirito, della sua testimonianza e dei suoi insegnamenti. Per lui si possono legittimamente usare i superlativi più importanti. E’ stato un grande ed è giusto che così sia ricordato. Ma Nelson Mandela per diventare “un grande” è stato semplicemente un uomo. Un uomo cresciuto nutrendosi del coraggio, della visione e generosità straordinaria di altri uomini e donne comuni del suo popolo. Un uomo che sopportando le sofferenze più dure ha imparato a resistere all’ingiustizia, a vincere la paura senza perdere mai la speranza nella possibilità di cambiamento. Un uomo che aveva imparato ad avere “fame della libertà”. Non solo per sè, per i suoi fratelli e sorelle e per il suo popolo oppresso ma anche per gli altri, gli oppressori, il nemico. “Perché la libertà è indivisibile. Caro Mandela, riposa in pace. Continuiamo noi la tua lunga Marcia per la Libertà».

La cintura da Marsciano Una delle ultime “onorificenze” a Nelson Mandela è stata la cintura nera honoris causa che gli è stata conferita lo scorso settembre dalla Federazione mondiale karate goju ryu in occasione dei mondiali in Sud Africa (Stellenbosch, dall’11 al 15 settembre: manifestazione organizzata in collaborazione con la Federazione sudafricana di karate sotto l’alto patrocinio del presidente della Repubblica). Ebbene quel “premio” è stato proposto nella massima assise mondiale del karate goju in Sud Africa proprio dall’Italia, lì rappresentata dal maestro Marcello Tiberi dell’Accademia karate goju ryu di Marsciano. La cintura è stata consegnata a Mandela – allora già malato e impossibilitato a ritirarla di persona – dai vertici della federazione sudafricana. E’ stato lo stesso Tiberi a proporre di istituire nel secondo World goju ryu karate championship un premio per i personaggi mondiali che si sono distinti per meriti sportivi e umani. E naturalmente in Sudafrica l’uomo prescelto non poteva che essere Mandela, a cui è andata la cintura nera come riconoscimento «per la libertà e il perdono». Nello stesso campionato la perugina Simonetta Lungo, portabandiera italiana e atleta dell’Accademia marscianese, sì è confermata per la quinta volta campinessa mondiale master nei kata. Il presidente del Coni umbro Ingnozza l’ha designata come simbolo del Coni regionale nella lotta al femminicidio.

Emancipazione e libertà Anche il consigliere regionale del Pd Gianfranco Chiacchieroni ha ricordato come «con Nelson Mandela scompare un grande uomo dell’Africa, ma anche un simbolo straordinario di emancipazione e libertà. A Mandela – continua Chiacchieroni – si sono ispirati moltissimi popoli della terra per costruire una pacifica coesistenza, processi di emancipazione e di liberazione. Al popolo africano – conclude – auguro di proseguire nella scia aperta da questo grande uomo, di vivere cioè in pace e nella prosperità».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.