di M.T.
Se in giro per l’Italia la metà dei medici ha più pazienti dei massimali indicati, questo non accade in Umbria, dove meno di 3 medici su dieci si trovano in questa condizione. Lo stabilisce il nuovo rapporto Gimbe sui medici di medicina di base, registrando come l’Umbria però ne abbia persi più che altrove tra il 2019 e il 2022. Infatti se nel resto dell’Italia i medici di medicina generale si sono ridotti, mediamente dell’11 percento, in Umbria ne abbiamo perduti il 14%, numeri che mettono in allarme, soprattutto rispetto agli obiettivi della medicina di prossimità che si intendono raggiungere, per i quali il medico di base avrà sempre più un ruolo centrale.
Al primo gennaio di quest’anno i dati sull’Umbria parlano di un medico di famiglia ogni 1.191 assistiti. Il dato di riferimento di Gimbe di 1250 pazienti è dato dal rapporto tra un massimale di 1500 pazienti, purtroppo ampiamente superato in tutta Italia, e un dato ottimale di mille pazienti per ogni medico. A superare il massimale di 1500 assistiti sono soltanto il 28,2 percento dei medici di base umbri, per la precisione, mentre la media nazionale dice che questa condizione di ‘sovraffollamento’ appartiene al 47,7% dei medici italiani.
Ora tuttavia c’è da fare i conti anche con altre variabili ovvero il forte numero di pensionamenti tra i medici, molti dei quali hanno garantito il servizio in aree montane, abitate prevalentemente da anziani e il ridotto numero – rispetto ai bisogni – di giovani laureati con borsa di studio per la formazione a medicina generale. Il combinato disposto di questi due fattori deve interrogare rispetto a scelte da compiere per rendere attrattiva la professione del medico di famiglia e per consentire che questa possa continuare ad esistere nelle piccole realtà di paese, che caratterizzano l’Umbria, ma generalmente l’identità italiana, dove è sempre più complicato indirizzare medici di famiglia.
Mancano oltre 3.114 medici di medicina generale, attualmente in Italia, con situazioni più critiche nelle grandi Regioni del Nord. Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, tra il 2023 e il 2026 sono 11.439 i mmg che hanno compiuto o compiranno 70 anni, raggiungendo così l’età massima per la pensione.
