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Una giocatrice di fronte a una slot

di D.B.

Una sfida contro la ludopatia lanciata a tutti i candidati sindaco che, a fine maggio, correranno nei 62 Comuni umbri al voto. A lanciarla è stato il presidente dell’Anci regionale, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, durante un seminario che si è tenuto lunedì a Perugia, a Villa Umbra. «Ai candidati – ha detto De Rebotti – Anci Umbria chiederà di inserire nel loro programma elettorale un impegno formale nella lotta contro il gioco d’azzardo. Chiederemo anche che nell’azione di controllo e monitoraggio vengano coinvolte tutte le forze dell’ordine, non solo la polizia municipale e che si possa agire anche sugli operatori e concessionari di slot machine, affinché le slot non si trasformino in macchine della povertà».

I DATI DEL 2016 

I numeri Durante l’incontro, al quale hanno partecipato tra gli altri Luca Barberini, Silvio Ranieri (segretario generale di Anci Umbria) ed esperti nazionali e regionali di ludopatia, l’assessore alla Sanità ha fatto il punto sui numeri del 2017, durante il quale sono stati giocati un miliardo e 77 milioni di euro, 22 in meno rispetto all’anno precedente; un dato dal quale però va escluso tutto il settore dell’online, in grande espansione e difficile da tracciare a livello territoriale, e le sacche di illegalità. Nel 2017 dunque sono stati giocati ogni giorno 2,950 milioni di euro dei quali, stando ai dati dei Monopoli del primo semestre (gli ultimi a disposizione), 730 mila euro circa sono perdite, mentre i restanti sono tornati nelle tasche dei giocatori sotto forma di vincite.

QUANTO PERDONO GLI UMBRI CITTÀ PER CITTÀ

Segnali incoraggianti Nel suo intervento Barberini ha segnalato anche la diminuzione della percentuale degli studenti tra i 15 e i 19 anni che giocano (dal 40,1% del 2016 al 35,8%, del 2017) e che hanno un profilo di problematico (il 5,9% contro la media nazionale del 7,1%). «Segnali incoraggianti – ha detto l’assessore – ma non basta: la ludopatia è un fenomeno sempre più diffuso e trasversale, che va affrontato con politiche e azioni mirate, con il coinvolgimento di tutta la comunità e un maggiore protagonismo dei Comuni, in una cornice di forte integrazione tra servizi sanitari, enti locali e mondo associativo. Il gioco d’azzardo è sempre grave e più diffuso in Umbria, riguarda tutte le classi sociali e di età, con conseguenze spesso drammatiche sia sul piano sociale sia sanitario».

PERUGIA, IL NUOVO CENTRO CONTRO LA LUDOPATIA

Un nuovo Piano Quanto alle persone che si rivolgono al numero verde regionale (800410902), sono state 69 le chiamate nel 2016, 147 nel 2017 e 124 2018: «Si tratta – ha detto l’assessore – di 340 telefonate in totale, di cui il 47,4% fatte dai diretti interessanti, il 48% dai familiari e il resto da familiari o amici. La classe di età più rappresentata è quella compresa tra i 31 e i 40 anni. La maggior parte di loro riferisce di aver problemi con le slot-machine». Barberini ha poi annunciato che «stiamo potenziando interventi e servizi per prevenire e contrastare una realtà sempre più spesso patologica, anche attraverso la predisposizione di un nuovo Piano regionale per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo che, pur assicurando continuità agli interventi già intrapresi, vedrà un maggiore protagonismo dei Comuni, soprattutto sul fronte della sensibilizzazione dei cittadini sui rischi legati al gioco d’azzardo e dei controlli». Tre, al momento, i centri specifici per il trattamento sociosanitario dei giocatori patologici (a Perugia, Foligno e Terni mentre un quarto sarà inaugurato a Città di Castello).

Twitter @DanieleBovi

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