di G. O.
Una storia lunga 66 milioni di anni ma che continua, ancora, a interrogare l’umanità: è quella dell’asteroide di Chicxulub che, notoriamente, pose fine all’era dei dinosauri sulla nostra terra. Grazie a un team scientifico internazionale oggi sappiamo con certezza qual è l’origine di questo corpo celeste, la cui storia coinvolge anche l’Umbria.
Dal Messico all’Umbria Ci troviamo nella gola del Bottaccione, vicino Gubbio, qui nel 1974 la scoperta e l’intuizione, da parte della paleontologa Isabella Premoli Silva, di essere di fronte a un deposito risalente all’era dei dinosauri. Si trattava di una lunga e peculiare striscia di colore argento depositata nella roccia, che, come dimostrato più avanti, conteneva iridio, il medesimo materiale ritrovato nel cratere di Chicxulub, nel golfo del Messico, dove si sarebbe schiantato l’asteroide in questione. Proprio il ritrovamento di questo materiale tra l’Umbria e il Messico aveva confermato il collegamento tra la caduta dell’asteroide e la scomparsa dei dinosauri.
La ricerca Al centro della più recente ricerca portata avanti da scienziati delle università di Colonia, Bruxelles, Firenze, Brasilia e altre, coordinati dal professor Mario Fischer-Gödde, docente presso l’Istituto per la geologia e la mineralogia dell’ateneo tedesco, troviamo invece un altro metallo: il rutenio. Questo elemento è raro nella crosta terrestre, ma la sua concentrazione è abbondante nei meteoriti, e attraverso la sua analisi è possibile determinare l’origine di questi corpi celesti. Il team internazionale, la cui ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science, ha quindi studiato i rapporti isotopici del rutenio tra Italia, Spagna e Danimarca per determinare se la loro origine fosse spaziale o vulcanica. Dobbiamo ricordare, infatti, che prima del ritrovamento umbro, un’altra accreditata teoria riconduceva l’estinzione dei dinosauri ad attività vulcaniche. Dall’analisi degli isotopi, quindi, i ricercatori hanno scoperto che il rutenio in questione proveniva da un asteroide, in particolare in quelli di “tipo C” ricchi di carbonio.
Oltre Giove e Marte Questa scoperta ci porta quindi alla conclusione che l’asteroide di Chicxulub non si è originato in quella che consideriamo la fascia principale degli steroidi, situata tra Marte e Giove, bensì in una zona più lontana e oscura del Sistema solare. Inoltre, possiamo affermare che la collisione del corpo celeste con il nostro pianeta è stata causata anche dalle deviazioni che l’asteroide ha subito lungo la sua traiettoria dalle orbite proprio di Marte e Giove, fino ad arrivare a colpire la Terra nel Golfo del Messico. L’impatto liberò enormi volumi di zolfo, polvere e fuliggine, bloccando parzialmente i raggi solari e causando un inverno della Terra lungo almeno un ventennio che ha, inevitabilmente, cambiato le sorti del nostro pianeta.
