L'ospedale di Perugia (foto U24)

di Daniele Bovi

Inizia con l’Azienda ospedaliera di Perugia la serie di approfondimenti che Umbria24 dedicherà ai piani operativi che le quattro aziende (oltre quella di Perugia, quella ospedaliera di Terni, la Usl 1 e la Usl 2) hanno consegnato alla Regione e che contengono le misure per abbattere le liste d’attesa. Piani che dovrebbero entrare in funzione già ad ottobre.

Appropriatezza, presa in carico del paziente, orari prolungati, macchine sfruttate meglio, più personale. Sul tavolo della giunta regionale nei giorni scorsi è arrivato il piano operativo dell’Azienda ospedaliera di Perugia per abbattere le liste d’attesa. Un documento che si muove nella cornice fatta dalla Regione che ad agosto ha deciso di affrontare il tema stabilendo un ventaglio di possibilità all’interno delle quali poi le singole aziende decideranno come muoversi. «Sostanzialmente – spiega a Umbria24 Walter Orlandi, direttore generale dell’Azienda – lavoreremo su appropriatezza e presa in carico del paziente, anche facendo dialogare di più i medici specialisti con quelli di medicina generale per capire dove sono le criticità».

Il piano I problemi che riguardano le liste d’attesa infatti sono sia sul lato della domanda, con spesso troppe prestazioni di medicina difensiva, «cioè quelle – dice Orlandi – che i medici sia territoriali che ospedalieri prescrivono per evitare contenziosi penali e che in Italia pesano tra gli 11 e i 13 miliardi di euro», che su quello dell’offerta. Ed è proprio qui che l’Azienda interverrà: «Per quanto riguarda ad esempio diagnostica per immagini – spiega Manuela Pioppo, direttore sanitario del Santa Maria -, visite oculistiche, ecodoppler ed ecografie la partenza del piano è immediata e qui dobbiamo arrivare a rispettare i 30 giorni relativamente alle visite e i 60 per esami tipo Tac e risonanza magnetica. Ovviamente partendo dal fatto che i tempi per quegli esami classificati urgenti li rispettiamo».

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Presa in carico Uno dei punti fondamentali sarà la cosiddetta presa in carico del paziente, specialmente di quelli affetti da patologie croniche o che hanno subito un intervento chirurgico. «Fino ad oggi – dice Pioppo – magari un cittadino si presenta da solo allo sportello senza un ‘filtro’ e ora noi questo lo dobbiamo evitare. Per questo saremo noi a prendere l’impegnativa richiamando anche nel giro di 24-48 ore, dando così una risposta immediata al paziente senza costringerlo a farlo girare. Per esempio se bisogna fare esami di controllo dopo un intervento, saremo noi a dare un appuntamento migliorando il funzionamento delle nostre agende». Per facilitare la vita al paziente poi se durante un’esame emerge la necessità di un’ulteriore prestazione aggiuntiva, sarà direttamente chi esegue la prima a fissare un appuntamento per la seconda, senza altre file dal medico.

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Tac e risonanza Per quanto riguarda poi Tac, risonanza magnetica ed ecografia, i macchinari che oggi funzionano 12 ore, dalle 8 alle 20, funzioneranno fino alle 22 e pure per l’intera giornata di sabato e la domenica mattina, ovviamente dove si presenterà l’esigenza. Per alcuni tipi di prestazioni come ecodoppler o quelle svolte dalla senologia, verranno fatte anche il pomeriggio e il sabato. Ovviamente tutto ciò comporta un carico di lavoro aggiuntivo e quindi verranno attivati, sfruttando i fondi appositi, dei nuovi contratti per assumere giovani medici. «Ad esempio – osserva Pioppo – abbiamo nove oculisti che non bastano e perciò, secondo le disponibilità dei fondi per le sperimentazioni cliniche e per la libera professione, attiveremo dei nuovi contratti». Probabilmente sei o sette.

Overbooking I medici del Santa Maria potranno anche contribuire a far funzionare di più e meglio le macchine di altre strutture ospedaliere vicine, specialmente quelle dove lavorano per 4 o 5 ore invece che 12. L’Azienda inoltre per le sue liste prevederà l’overbooking: dato che, infatti, in media (ma i dati variano molto da prestazione a prestazione) non si presenta a fare l’esame circa il 10% delle persone, per ogni esame verranno previsti dei posti aggiuntivi e, così come nelle altre aziende, anche a Perugia il numero telefonico regionale verrà attivato per ricordare gli appuntamenti fissati e per comunicare eventuali disdette. Una campagna pubblicitaria mirata servirà a comunicare le novità, mentre corsi di formazione sono previsti per infermieri e personale del Cup. «Il nostro slogan – conclude Orlandi – sarà “ambulatori dopo le 20”».

Twitter @DanieleBovi

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