È dedicato alla rete dell’emergenza nella patologia tempo-dipendente il secondo congresso della Simeu, Società italiana di medicina di emergenza e urgenza che si terrà il 10 dicembre a Perugia, a Villa Umbra, dalle 9 alle 18. Un appuntamento che è l’esito del percorso formativo distribuito durante l’anno, che si è concentrato sul ruolo del pronto soccorso nella patologia tempo-dipendente, e cioè nei casi in cui soccorrere un paziente rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo: ictus, emorragie digestive, sindromi coronariche acute. Visto che il dipartimento di emergenza è il luogo per eccellenza dell’approccio multidisciplinare al paziente, l’attività formativa in questione ha coinvolto medici e infermieri d’urgenza e specialisti. Il congresso nasce con l’intento di esporre i risultati delle attività formative e dei tavoli di lavoro intersocietari svolti nel corso dell’anno, e di offrire a tutti i partecipanti un’importante occasione di dibattito e ulteriore confronto sui problemi esistenti e le soluzioni proposte.
Il congresso L’obiettivo, una volta di più, è perseguire un miglioramento costante nella qualità dei servizi offerti, e la maggiore uniformità possibile in tutto il territorio regionale. I relatori, così come avvenuto nell’attività continuativa periodica, saranno nella quasi totalità umbri, lo stesso personale che cioè si occupa di medicina d’urgenza ed emergenza nei nostri ospedali 365 giorni all’anno. Nel corso della giornata saranno esposte le più recenti evidenze in ambito di emergenza-urgenza respiratoria, di ventilazione non invasiva e della gestione di situazioni più rare, ma non meno complesse, come i sanguinamenti acuti in pazienti affetti da malattia emorragia congenita e in pazienti in terapia con nuovi e vecchi anticoagulanti. Il pomeriggio sarà dedicato a workshop che comprenderanno simulazioni di procedure invasive d’emergenza su phantom dedicati ed esercitazioni sulla ventilazione non invasiva.
Velocità fondamentale «Quando un uomo sta male – spiegano gli organizzatori del congresso – ha il bisogno di fidarsi di chi lo prende in cura. Per questo le figure del medico e dell’infermiere dell’urgenza, che lavorino cioè nel 118 o in pronto soccorso o nei reparti di medicina d’urgenza, sono centrali nell’intero sistema sanitario pubblico. Devono essere infatti la prima garanzia per i pazienti nel momento di maggiore timore e difficoltà, quando spesso agire in fretta è fondamentale. Sulla loro formazione e sulla loro preparazione è quindi necessario insistere, investire tempo ed energie. È quello che sta facendo da anni in tutta Italia la Simeu. La sezione umbra della società non fa eccezione. Nel corso dell’anno si rende promotrice di numerose attività formative e tavole rotonde che si svolgono negli ospedali di tutta la regione, e per sabato 10 dicembre ha organizzato il suo secondo congresso, dedicato alla Rete dell’emergenza nella patologia tempo-dipendente».
