La Provincia di Perugia è pronta ad accogliere eventuali profughi dai paesi nordafricani qualora il governo lo chiedesse, tuttavia non in luoghi turistici come Villa Fidelia a Spello, Villa Redenta a Spoleto o Isola Polvese. Lo afferma il vicepresidente, Aviano Rossi, che nei giorni scorsi ha partecipato a un summit sul tema in Prefettura.

Ospitali sì… «Qualora il governo del paese voglia finanziare ed attribuire al nostro territorio compiti di accoglienza dei profughi libici e tunisini, la Provincia non si tirerà indietro, offrendo la consueta collaborazione che sa esprimere nelle situazioni di necessità. Il nostro ente – prosegue Rossi – , che su molti versanti si sta connotando come esempio di accoglienza e di solidarietà, non vuole assumere infatti un atteggiamento di chiusura pregiudiziale, perché sarebbe una posizione in contrasto con lo spirito e le radici della nostra cultura».

…ma non nei luoghi di cultura… Detto ciò, tuttavia, per Rossi «resterà l’impossibilità di sottrarre alla comunità le strutture che, a diverso titolo, proprio per impegno dell’ente stanno tornando ad essere patrimonio concretamente fruibile, come Villa Fidelia a Spello per le iniziative a carattere culturale, Villa Redenta a Spoleto per quelle relative alla Formazione, l’Isola Polvese per quelle a carattere turistico».

e non lasciateci soli «L’instabilità politica e le condizioni economiche dei paesi nordafricani, necessitano comunque – ha aggiunto Rossi – di un interessamento del governo italiano, come dell’Unione europea, che vada oltre l’individuazione dei potenziali siti di accoglienza. Un progetto di ospitalità vede nella logistica il problema minore, considerando i problemi degli alimenti, del vestiario, della convivenza, dell’impatto con la comunità locale e della contenzione nei casi previsti dalla legge, le componenti – conclude Rossi – che gli enti locali non possono certo affrontare da soli».

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