di Iv. Por.
Trapianti più sicuri con rischio di recidiva drasticamente abbassato e quindi con maggiore possibilità di guarigione. Il nuovo, importante progresso del trapianto nella terapia delle leucemie è stato annunciato nel Creo, il nuovo centro di ricerca inaugurato di recente al Santa Maria della Misericordia di Perugia. A presentare i risultati il professor Andrea Velardi, direttore del programma trapianto della struttura complessa di Ematologia, insieme al primario Brunangelo Falini e a Maurizio Caniglia, primario di Onco-ematologia pediatrica.
Cellule staminali ‘sicure’ La disamina è partita da un’ampia casistica dei risultati del trapianto di cellule staminali nei malati di leucemie, che si basa sul principio che il sistema immunitario del donatore riconosce come diverse le cellule leucemiche del paziente e le elimina. Solo che questo meccanismo era finora “frenato” artificialmente in quanto (specie nei casi di differenze genetiche tra donatore e ricevente) il sistema immunitario immesso poteva attaccare anche le cellule sane. Progressi sono stati già compiuti dal Centro di ricerca perugino, che da anni ha già scoperto una componente del sistema immunitario del donatore (le cosiddette cellule ‘Natural Killer’) in grado di attaccare selettivamente la leucemia senza attaccare i tessuti normali del paziente. L’attuale passo in avanti sta nell’aggiungere al trapianto una particolare forma di immunoterapia antileucemica che consente di eradicare la laucemia nella gran maggioranza dei pazienti senza aumentare il rischio di ‘malattia da trapianto’ contro l’ospite. I dati ottenuti in oltre 50 trapianti finora mostrano una bassissima incidenza di recidiva (a fronte di una normale casistica del 30% di recidiva in questo genere di trapianti).
Marini: «Continueremo ad investire» «Ciò che ci avete raccontato ci riempie d’orgoglio, soprattutto perché sappiamo che i risultati di questo importantissimo lavoro di ricerca scientifica è a disposizione dei cittadini e di tutto il Paese. Per questo la Regione Umbria non farà mancare le risorse e continuerà a sostenere la ricerca transazionale ed il vostro eccellente lavoro». E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, a conclusione dei lavori assieme all’assessore regionale alla sanità, Luca Barberini. La presidente e l’assessore Barberini sono intervenuti anche all’inaugurazione della “vera di pozzo” posta all’ingresso dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, il cui restauro è stato finanziato dal Comitato per la vita “Daniele Chianelli”. La presidente Marini ha voluto ringraziare tutto il personale medico e delle professioni sanitarie che operano al Santa Maria della Misericordia e, nello specifico, presso il dipartimento di ematologia, «per il lavoro di ricerca che da anni svolgete e che ha consentito di raggiungere risultati di assoluta eccellenza in Italia e nel mondo. La sanità pubblica – ha aggiunto – è di qualità quando riesce a mettere a disposizione di tutto il sistema di assistenza il frutto della sapienza e della conoscenza dei ricercatori. E la sfida che è sempre di fronte a noi è quella di fare tesoro di questa ricerca a beneficio dei pazienti. Ed in questa sfida è fondamentale il contributo che offrono i ricercatori del servizio ospedaliero pubblico e di quello dell’Università».
Guardare al futuro In precedenza aveva portato il suo saluto anche l’assessore alla sanità, Luca Barberini, che ha sottolineato l’importante concomitanza dei due eventi della giornata: «qui – ha detto – abbiamo ascoltato i significativi risultati della ricerca realizzata presso il dipartimento di ematologia, ed allo stesso tempo inauguriamo la ‘vera di pozzo’, simbolo della antica tradizione della sanità in questa città. Ciò ci rende palese il fatto che si è in grado di guardare al futuro, progredire, continuare nella ricerca e nell’innovazione, solo se si è altrettanto in grado di non perdere di vista il passato». «Prezioso» ha definito Barberini il rapporto di collaborazione tra Regione Umbria e Università degli Studi nell’ambito del servizio sanitario regionale: «una collaborazione che vorrei fosse ancor più intensa – ha affermato Barberini – nell’interesse della sanità pubblica regionale. Così come è fondamentale anche la collaborazione con tutto il mondo del volontariato». Infine, l’assessore Barberini ha annunciato che già nei prossimi giorni inizierà una serie di visite a tutte le strutture sanitarie ed ospedaliere della regione.
