Un reparto dell'ospedale di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

A livello nazionale è stata ‘scattata una fotografia’ rispetto all’attività di 110 aziende territoriali e 51 aziende ospedaliere. Riguardo alle Asl, il monitoraggio si basa sulla valutazione di 34 indicatori classificati in 6 aree (prevenzione, distrettuale, ospedaliera, sostenibilità economica-patrimoniale, outcome) e 12 sub-aree. In merito agli ospedali, gli indicatori presi in considerazione sono 27 classificati in 4 aree (accessibilità, gestione dei processi organizzativi, sostenibilità economico-patrimoniale, investimenti) e
10 sub-aree.

Per quanto riguarda le Asl il monitoraggio di 34 indicatori classificati in 6 aree (prevenzione, distrettuale, ospedaliera, sostenibilità economica, out come) e 12 sub aree, attribuisce a quelle umbre un valore buono. Tra le 27 migliori a livello nazionale, anche se non tra le prime 5 che sono quella Berica, quella di Bergamo, la Euganea, la Dolomiti e quella di Bologna.

Per l’area prevenzione le due Asl umbre presentano un valore alto, ma le eccellenze sono tra Toscana, Friuli, Trentino e Lombardia. Nell’assistenza distrettuale il colore attribuito alle Asl umbre è il giallo, che indica un valore medio, in comune con il resto del centro sud.

Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera delle Asl (degenza media nei reparti di medicina interna e geriatria; l’indice di fuga per prestazioni di media e bassa complessità; il rispetto dei tempi di attesa per gli interventi di colecistectomia, protesi all’anca, ginocchio e spalla) la 1 ha un colore verde (alto) mentre la due ha un colore giallo (medio).

Per la sostenibilità economico e patrimoniale (costi pro-capite e l’indice di tempestività dei pagamenti) entrambe le Asl raggiungono il colore verde chiaro (alto) ma non quello verde scuro (altissimo) che invece è presente tra Lombardia ed Emilia Romagna.

Per l’area investimenti (capacità di rinnovamento tecnologico e lo stato del patrimonio) il colore è arancione, ovvero (basso) dati in comune con l’intera area del centro nord, tranne rare eccezioni.

Per area Outcome, ovvero gli esiti, la valutazione degli indicatori (mortalità prevedibile e trattabile) il colore è verde chiaro ovvero alto ma non altissimo.

Passiamo agli ospedali pubblici e alle aziende ospedaliere universitarie. In questo caso gli indicatori sono 27 classificati in 4 aree (accessibilità, processi organizzativi, sostenibilità economico-patrimoniale, investimenti) e 10 sub-aree. In una scala di colori che va dal rosso (basso), al giallo (medio) al verde (alto) i due ospedali principali dell’Umbria ottengono il colore giallo.

Partiamo dall’area accessibilità nella quale sono stati analizzati il rispetto dei tempi di attesa di alcuni interventi chirurgici (di cui quattro interventi per tumori) e due indicatori relativi al pronto soccorso (tempo di permanenza e abbandoni), qui la scala va dal rosso (molto basso) all’arancione (basso) al giallo (medio) al verde (alto) e al verdone (molto alto): all’ospedale di Perugia è attribuito il colore giallo, mentre a quello di Terni quello arancione.

Stessa scala di colori per l’area dei processi organizzativi per la valutazione degli indicatori di appropriatezza, efficienza ed attrattività che vedono i due ospedali, entrambi gialli, ovvero con un valore medio.

L’area sostenibilità economico patrimoniale replica il risultato precedente riconoscendo ad entrambe le strutture delle aziende ospedaliere il colore giallo.

Per l’area investimenti il giudizio su entrambi gli ospedali è maggiormente negativo, infatti il colore attribuito è l’arancione, ovvero basso.

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