di C.F.
«I sindaci di Norcia e Cascia si oppongano ai quattro progetti di Anas sulla Tre Valli». Lo scrive il comitato Tutela patrimonio Valnerina, guidato da Francesco Rotondi, che da un paio di anni si batte contro i cantieri da 120 milioni di euro con cui si vorrebbe allargare di un paio di metri la carreggiata della statale in una serie di tratti che si allungano da Sant’Anatolia fino al cuore del cratere del sisma, oltre alla realizzazione della variante di Serravalle (Norcia), che gli attivisti definiscono «ecomostro».
In questo quadro, Rotondi e gli altri cittadini contrari ai progetti Anas «propongono agli enti locali del territorio e alle comunità che lo abitano un’alternativa secca: valorizzare la straordinaria attrattività turistica del complesso composto dalla ciclovia della ex ferrovia Spoleto-Norcia e dal Parco delle acque della Marcite», archiviando gli interventi sulla Tre Valli, che considerano «innanzitutto politicamente sbagliati, perché dannosi per il territorio», oltreché segnati «da grossolani errori concettuali e di progettazione».
Per motivare il pressing sulle amministrazioni comunali, il comitato Patrimonio Valnerina segnala che «già lunedì 13 ottobre circa 250 alunni di una scuola di Roma sono arrivati per fare rafting sul Corno, ,ma il gruppo pernotterà cinque giorni a Cascia per compiere una serie di attività escursionistiche a Norcia con guide locale sui sentieri principali delle Marcite, resi nuovamente fruibili dopo anni di abbondano». Da qui la proposta di Rotondi ai municipi «di realizzare un parco fluviale valorizzando le Marcite e i loro mulini: questa è la via da seguire per centrare una crescita economica in grado di tutelare e valorizzare l’ambiente».
I vari iter per trasformare in cantieri i progetti di Anas, vanno però avanti, motivo per cui il comitato pressa i sindaci, «auspicando al contempo la fine di una contrapposizione frontale e l’apertura di un confronto con i sindaci e la Regione per trovare soluzioni alternative, che permettano di investire i fondi a disposizione in interventi davvero migliorativi», cosa quest’ultima quasi impossibile per la destinazione vincolata dei 120 milioni. In particolare per la variante di Serravalle Rotondi e gli altri, propongono «di snellire il traffico verso Cascia, affiancando il ponte esistente a un nuovo ponte e installare nella strettoia di Serravalle un semaforo intelligente che entrerebbe in funzione solo in caso di transito di camion e autobus».
