Il 25 ottobre 2012, a Perugia alla sala della Parteciapazione, è stato presentato il nuovo disegno di legge regionale: ‘Il testo Unico dell’artigianato’.
Il riconoscimento La seconda commissione regionale presieduta dall’assessore Gianfranco Chiaccheroni ha accolto le richieste del ‘comitato Artigiani di Deruta’ e ha dato risalto alla parte legislativa che riguarda l’artigianato artistico. «La legge regionale riconosce il valore delle botteghe d’arte e dei maestri artigiani che diventano i veri titolari dell’insegnamento e la trasmissione del mestiere», ha detto Carla Corna, presidente del comitato artigiani.
La crisi e la storia «La legge può e deve essere lo strumento per rilanciare questo settore dell’artigianato duramente provato dalla crisi. La ceramica di Deruta – ancora Corna – ebbe una crisi di notevole portata alla fine del 1800 e fù solo dopo il 1900, grazie ad un percorso molto preciso fatto da alcuni ceramisti coraggiosi e studiosi (Alpinolo Magnini, Ubaldo Grazia e Angelo Micheletti, un medico), che ci fu un rilancio della ceramica che ha portato Deruta all’antico splendore. Precedentemente, di grande valore e importanza fu l’apporto di Francesco Briganti che raccolse vari pezzi di ceramica derutese sparsi in tutta la nazione e fondò il primo museo in italia nel 1898, che fù chiamato il ‘museo per le maestranze’, da cui gli artigiani potevano prendere ispirazione per rifare delle opere prestigiose», ha raccontato Corna a Umbria24.
La formazione e la tradizione La scuola professionale fù di completamento per la formazione necessaria a ridare a Deruta un posto rilevante nella ceramica italiana. Il Comitato Artigiani di Deruta da anni si è fatto promotore di varie iniziative, tra cui questa legge che insieme ad altre azioni «sono indispensabili per uscire da una situazione di precarietà del lavoro nell’artigianato artistico che di per sè è già difficile senza tutti i problemi che vengono calati dall’alto e ancora piu difficoltoso è il creare futuri ceramisti che continueranno il mestiere. Per ridare ossigeno a questo settore – continua la presidente Corna – ci vogliono scelte oculate sia legislative che finanziarie, troppo ci vuole per diventare abili nel gestire un lavoro artistico e ancora di più per essere in grado di fare del marketing in un mondo sempre più complesso e fuori dalla nostra portata».
Il modello Umbria La presidente Corna auspica che l’iniziativa umbra possa diventare un modello per altri territori: «Auspichiamo che anche le altre Regioni si attivino in tal senso, la Regione Toscana lo stà facendo, e la legge nazionale 288 venga finanziata e rilanciata. Le Regioni devono avere le risorse per supportare l’artigianato artistico, sia nella tutela delle Botteghe esistenti con marchi riconosciuti che ci qualifichino e differenziano dalla produzione di manufatti contraffatti che stanno scalzandoci da certi mercati che per noi erano indispensabili, sia incoraggiando i giovani a intraprendere il mestiere».
I documenti
