«La gaia invasione» del Gay Pride colora Perugia. Il corteo è partito da piazza Grimana con striscioni, fischietti, carri e musica per sfilare lungo le strade del centro storico fino a raggiungere i giardini Carducci. Il corteo è stato aperto da un gruppo di migranti Lgbti. Il filo conduttore è stata «la lotta per la liberazione dalla discriminazione, quella subita dalle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex, ma anche quella subita dai migranti, dalle donne, dai lavoratori, dagli studenti».

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C’è bisogno di Pride «Il senso di questo Pride – ha detto Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – sta tutto nelle vicende che hanno visto negli ultimi anni Perugia e l’Umbria retrocedere pericolosamente nel terreno dei diritti civili. C’è bisogno di Pride, c’è bisogno di tornare in piazza proprio perché nel 2018 dobbiamo ancora lottare affinché siano riconosciuti i diritti a Joan, piccolo bambino figlio di due mamme perugine o difendere Fabiola, la bibliotecaria di Todi, che si è opposta alla messa all’indice di libri che trattano i temi dell’orientamento sessuale e del rispetto di tutte le famiglie».

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