«Non molti sanno che il prodotto umbro più consumato in assoluto e il più diffuso nelle tavole degli italiani è senza dubbio l’acqua minerale. Nel territorio della regione Umbria sono presenti 17 acque utilizzate ai fini dell’imbottigliamento. Parliamo dei marchi tra i più venduti e popolari d’Italia che rappresentano un patrimonio e un valore aggiunto importante dal punto di vista economico industriale e che può diventarlo anche dal punto di vista della territoriale». A parlare è il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, in occasione della rassegna di eventi «Acque dell’Umbria, risorsa e fonte di vita» che si è tenuto mercoledì all’Expo. Nel corso dell’iniziativa, organizzata dalla Regione – che ne riferisce in un comunicato – e Sviluppumbria, il vicepresidente Paparelli ha manifestato la volontà della Regione di adeguare, anche in chiave turistica, il disciplinare di utilizzo del marchio istituzionale delle acque, nonché l’idea di confrontarsi con i ristoratori affinché propongano ai clienti una carta delle acque, oltre a quelle dei vini. All’incontro era presente, fra gli altri, la presidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi.
Acqua e turismo «L’Umbria dal 2007 ospita il Segretariato del World Water Development Report, inizialmente con sede a Parigi, presso il quartier generale dell’Unesco – ha proseguito Paparelli – e che ora si è trasferito in Italia, nella città di Perugia a Villa Colombella. Il Programma coordina le azioni delle Agenzie delle Nazioni Unite che si occupano della Gestione delle acque. Un grande onore per l’Umbria che rappresenta la destinazione giusta per chi apprezza le cose autentiche. Non a caso, accanto alle mete classiche, dai visitatori vengono apprezzati i borghi non battuti dal turismo di massa dove si cerca autenticità, modernità e tradizione locale. E noi siamo pronti per accogliere questa domanda fatta di turismo esperienziale, intelligente e sostenibile. L’Umbria racchiude in sé alcuni dei più bei luoghi in cui l’acqua è indiscussa protagonista. Tra questi luoghi c’è lo splendore delle cascate delle Marmore, il lago Trasimeno, il lago di Piediluco fino ad arrivare al fiume Tevere che attraversa tutta la regione. Ma in Umbria non sono presenti solo laghi e fiumi, ma anche un sottosuolo ricco di acque minerali e termali».
I marchi Il vicepresidente ha quindi sottolineato l’impegno della Regione «per migliorare e valorizzare questo patrimonio. Stiamo innovando nel solco della tradizione – ha spiegato – puntando a rivedere il sistema integrato del turismo, semplificando e potenziando l’offerta intorno a tre prodotti: territorio, cultura e spiritualià. Il tutto adottando forme innovative di promozione». In riferimento alle acque minerali, la maggior parte delle sorgenti di acque con caratteristiche oligominerali sono ubicate negli acquiferi carbonatici della dorsale appenninica, nei comuni di Scheggia-Pascelupo (Motette, Fonte S. Chiara), Gualdo Tadino (Rocchetta), Nocera Umbra (Angelica e Flaminia), Foligno (Sassovivo), Sellano (Fonte Tullia), Cerreto di Spoleto (Viva e Misia), Gubbio (Rugiada). A ridosso dei massicci carbonatici dei Monti Martani, oltre alle altre fonti di acqua oligominerale quali l’Amerino, la Fabia e la Fonte Aura in comune di Acquasparta troviamo le acque medio-minerali effervescenti naturali nei comuni di Massa Martana (Sanfaustino), San Gemini (Sangemini) e Acquasparta (Grazia sorgenti di Acquasparta). Completa il quadro delle acque oligominerali la Sorgente Tione ubicata nei complessi vulcanici del comune di Orvieto.
Una carta apposita «Voglio utilizzare questa occasione di promozione di questa straordinaria risorsa – ha quindi annunciato Paparelli – anche per lanciare l’idea di rivedere e potenziare il Disciplinare di utilizzo del marchio istituzionale che oggi si chiama ‘Le Acque dell’Umbria’, già in essere per il confezionamento delle nostre acque minerali e di sorgente, facendone in prospettiva anche uno strumento di comunicazione del brand Umbria specie per quanto attiene al settore turistico. Immagino un’etichettatura che preveda il nostro claim regionale e magari un piccolo QR code che possa indirizzare direttamente i consumatori interessati a connettersi con i nostri strumenti di comunicazione come ad esempio il nostro portale del Turismo. L’altra novità che stiamo per adottare – ha proseguito – servirà a valorizzare ancor meglio la varietà delle nostre acque minerali e a dargli maggior valore nell’ambito della ristorazione. Lo faremo attraverso i bandi regionali sul commercio e ristorazione richiedendo agli esercenti di adottare oltre alla carta dei vini anche la carta delle acque».
Degustazione Il direttore di Sviluppumbria, Mauro Agostini, ha spiegato che «l’iniziativa portata ad Expo riassume simbolicamente le caratteristiche della regione ed esalta la qualità delle sue produzioni insieme alla tradizione culturale e spirituale». A fine giornata, grazie alla degustazione a cura dell’Associazione degustazione acque minerali (Adam) e’ stato infine possibile scoprire e assaporare le diverse proprietà e caratteristiche delle acque minerali dell’Umbria, con i migliori abbinamenti di prodotti tipici della regione. La degustazione è stata realizzata in collaborazione con le aziende Rocchetta, Tullia, Sangemini, Fabia, Grazia, Misia, Motette e Fonte Angelica di Nocera Umbra. Nel corso della giornata è stato anche possibile visitare l’esposizione temporanea di una selezione di ceramiche di Deruta.
