Oltre 100 le richieste nei primi mesi del 2011

Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci e tutti gli altri giochi di Stato sono una manna per le casse pubbliche e allo stesso tempo rappresentanto la strada che porta sempre più spesso gli umbri verso gli usurai. La crescente predisposizione al gioco è infatti una delle cause del crescente ricorso delle famiglie umbre a canali di prestito illegali: come illustrato nelle settimane scorse in Umbria, ogni anno, vengono giocati 500 milioni di euro tra Lotto (40 milioni), Superenalotto (42 milioni), Gratta e vinci e, soprattutto, slot machine.

Relazione approdata in Consiglio Dati sul fenomeno che sono stati resi noti lunedì mattina in Consiglio regionale da Oliviero Dottorini, che in aula ha illustrato la relazione della giunta regionale sull’attività della Fondazione Umbria contro l’usura nel 2009, quando è stato possibile soddisfare circa 40 richieste di intervento, con circa un milione e 250 mila euro. Per quanto riguarda invece il 2010 il totale degli interventi dovrebbe ammontare a circa 900 mila euro. Le richieste di intervento, in rapida ascesa, provengono principalmente da famiglie di reddito medio o medio basso e dalle piccole imprese, come negozi e piccole attività artigiane.

Già cento le richieste di aiuto nel 2011 Negli ultimi anni, si è passati dai 17 interventi del 2008 alle oltre 100 richieste di aiuto che sarebbero già state inoltrate nei primi mesi di quest’anno. La relazione disegna un quadro molto preoccupante della società umbra sotto questo profilo, con sempre più famiglie e piccole imprese in difficoltà, sia per la crisi economica sia per un’eccessiva superficialità nel ricorrere al credito al consumo e all’indebitamento. Il percorso tipo delle famiglie e delle piccole imprese coinvolte in fenomeni di usura parte da un eccessivo ricorso all’indebitamento tramite mutui o tramite finanziamenti rateali al consumo. Quando viene meno uno dei redditi familiari è facile che la famiglia entri nel giro degli special-prestiti e dei finanziamenti ad elevato tasso d’interesse, finendo poi per indebitarsi nel giro di un anno fino a 20-30mila euro e cadendo infine nelle mani degli usurai.

L’addio al terzo reddito Ci sono anche casi di famiglie che si sono indebitate a causa delle restrizioni sulle pensioni di invalidità, dove l’introito dell’indennità di accompagnamento era diventato il terzo reddito, utile magari per pagare le rate del mutuo. Gli interventi di sostegno economico attuati dalla Fondazione sono in media di circa 30-40 mila euro ed arrivano fino ad un massimo di 150 mila euro. La Fondazione interviene sia per sostenere chi è già vittima dell’usura (ed è formalmente parte lesa in un processo penale avviato), sia in forma preventiva, per evitare che persone già in difficoltà con le banche ricorrano agli usurai per fronteggiare i propri problemi finanziari.

I problemi con le banche Tra i problemi che ostacolano l’operato della Fondazione, emerge in primo luogo che gli istituti di credito, soprattutto i grandi complessi bancari – sottolinea la relazione – si dimostrano poco interessati a stipulare convenzioni con la Fondazione, anche in presenza delle ottime garanzie che è in grado di prestare. In secondo luogo la totale assenza del contributo statale che non viene più erogato ormai da alcuni anni. Infine viene segnalata la «situazione paradossale» del contenzioso con il ministero delle Finanze che ha ingiunto alla Fondazione di rifondere 300 mila euro per presunto danno erariale, in seguito alle vicende processuali relative alla vicenda della propria ragioniera, nonostante la Fondazione sia parte lesa in quella causa. Per questo la Fondazione ha deliberato di ricorrere al Tar contro tale atto.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “La strada verso i cravattari passa da edicole e bar: sempre più umbri dagli usurai per i debiti di gioco”

  1. Il problema sta nella redistribuzione delle vincite: perche’ creare supermiliardari?
    Cioe’ perche’ chi realizza il 6 vince tutti quei soldi: 30,90 milioni di euro o piu’, non sarebbe meglio dare piu’ montepremi a chi realizza anche 3, 4 o 5 punti???? (se ne sono accorti adesso con ‘estrazione del 27/04/2011).
    Perche’ non realizzare gratta e vinci con premi unici di 5.000 euro, piuttosto che con 5, 10,fino a 5.000.000.
    In questo modo, chi ha la malattia del gioco, conseguirebbe in maniera piu semplice le vincite che, naturalmente, si rigiocherebbe; si’ ma si tratterebbe comunque di soldi vinti e non di patrimonio personale.

    Cioè il nostro sistema di gioco legale in italia è mal strutturato. Bisognerebbe redistribuire meglio le vincite perche’ d’altronde dicono “il gioco è un passatempo, non si gioca per vincere”, quindi create giochi alternativi con una migliore redistribuzione cosi’ il gioco diventa sicuramente un passatempo e non un ossessione per la super vincitaà

    PUBBLICATE QUESTO MESSAGGIO. GRAZIE.

Comments are closed.