Una stampante 3d

di Francesca Mancosu 

Si chiama RNext – La repubblica delle idee il tour che fa tappa nelle città italiane alla ricerca di ‘sognatori’,  scienziati e inventori che, in vari modi, stanno dando il proprio contributo per progettare il mondo di domani, in  settori che vanno dall’edilizia all’ingegneria, dalle biotecnologie al design.  Nell’incontro in programma a Perugia il 18 settembre al teatro Pavone  ci saranno anche due ternani: Damiano Gaggia e Pierfrancesco Duranti.

Stampa e progettazione 3D Damiano, poco più di 40 anni, è una delle anime di Green tales, prima fablab umbra (nata nel novembre dello scorso anno), vale a dire un laboratorio di creatività in cui è possibile (co)progettare e realizzare oggetti grazie alle nuove tecnologie digitali, dalle stampanti 3D ai taglierini laser, fino alle fresatrici a controllo numerico. «In questi mesi – racconta Damiano – abbiamo avviato collaborazioni importanti con il territorio, nell’ambito della prototipazione rapida e del reverse engineering cioè la rigenerazione di pezzi già esistenti tramite l’uso di uno scanner 3d, abbiamo presentato una campagna di crowfunding per ‘Io divido’, un’app sulla raccolta differenziata al politecnico di Milano. E, soprattutto, abbiamo avviato una collaborazione molto stretta con la Siralab Robotics, specializzata nella realizzazione di droni: il 3-4% dei loro velivoli sarà prodotto da noi, con una progettazione condivisa».

Creare la cultura dell’innovazione L’azienda ternana, che ormai non può più definirsi una ‘start up’, fa parte dell’incubatore Italeaf, prima società industriale umbra quotata alla Borsa di Milano (TerniEnergia), e appena entrata nel Nasdaq Omx, la più grande piattaforma di trading del mondo che gestisce otto borse europee, oltre a quella di Dubai, strategica per lo sviluppo del gruppo nei Paesi del Golfo. «In attesa di nuovi sviluppi su quel fronte, a fine ottobre allestiremo la nostra fablab con nuovi macchinari – una stampante 3d più grande, uno scanner 3d alta risoluzione, software speciali cad cam. Inoltre, stiamo prendendo accordi con alcune scuole di design per fare corsi di specializzazione sulla stampa 3d e la progettazione, con la realizzazione di prodotti da lanciare a livello industriale, e incontri negli istituti superiori».

Case di paglia e legno Pierfrancesco, anche lui poco più che quarantenne, di pari passo con la sua attività di architetto ‘classico’, circa un anno e mezzo con lo studio Dda ha brevettato un nuovo modo per realizzare case di legno e paglia. Niente a che vedere con quelle dei ‘Tre porcellini’, ma edifici tirati su con una metodologia semplice, economica, ma di qualità. Un sistema con cui è possibile costruirsi la propria casa anche ‘da soli’, utilizzando delle presse di paglia. «Chiunque può utilizzarla, un po’come si fa con un libretto di istruzioni per l’assemblaggio di un mobile. Costa la metà di una casa normale, assicura un’alta qualità dal punto di vista energetico, grazie ad un cappotto termico spesso 45 cm (il diametro di una balla di paglia, ndR), contro i 10-12 degli edifici tradizionali. Un edificio a cui noi possiamo dare una certificazione di qualità».

A km zero Al momento, ci sono due cantieri di questo tipo aperti in provincia di Terni: ad Avigliano Umbro e ad Amelia. «Vogliamo unire il mondo edile a quello agricolo, in un certo senso. L’intento è quello di creare qualcosa di simile a dei gruppi di acquisto, come quelli per la compravendita di frutta e verdura: così nasce un legame diretto, e a km zero, fra chi deve farsi la casa e i produttori locali, che possono fornire legno, paglia o altri materiali del nostro territorio, che sia canna lacustre o kenaf».

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