di M.R.

«Usciamo dalle dinamiche della polemica che spesso ci appassionano, i ragazzi attendono le risposte e queste arriveranno grazie al rispetto degli impegni. Non c’era alcuna possibilità giuridica di utilizzare personale della Provincia di Terni». Così prova ad allontanare il vespaio di contestazioni sollevato dalle organizzazioni sindacali del pubblico impiego per la scelta di affidare le attività di sostegno all’imprenditoria giovanile a Sviluppumbria, con l’obiettivo dichiarato di potenziamento delle stesse.

Centri per l’impiego «Nei Centri per l’impiego delle Province – denunciano le organizzazioni sindacali e le Rsu – ci sono risorse umane che operano da oltre 14 anni e che a oggi sono ancora part-time, malgrado sia da molto tempo che si chiede per le stesse l’estensione oraria. Perché allora potenziare un servizio senza salvaguardare l’attuale personale? La lentezza nella risposta a tale istanza – aggiungono – stride con la velocità con cui si è deciso di ricorrere alla collaborazione di un soggetto esterno (Sviluppumbria appunto) in totale assenza di informazione agli operatori deputati all’erogazione dei servizi in questione, ai sindacati, a tutti i dipendenti della Provincia e ai cittadini».

Paparelli In effetti a palazzo Donini pare si proceda a passo spedito: «Lunedì – ha reso noto l’assessore Paparelli – la giunta regionale tra le prime in Italia ha già approvato lo schema quadro di convenzione col ministero del Lavoro per definire i margini della manovra d’azione nel passaggio di personale, funzioni . Seguirà a breve l’approvazione dell’accordo tra Regione e Provincia per disciplinare effettivamente questa transizione e non è escluso che si valuti un trasferimento dei servizi svolti dai Centri per l’impiego presso altri locali nell’ottica di una razionalizzazione delle spese. In ogni caso – riprende – stiamo gestendo con estrema rapidità questo periodo di cambiamento. Non c’era alcuna possibilità giuridica di impiegare i dipendenti di palazzo Bazzani per ‘Garanzia giovani’, perché sono tutti a orario pieno e la Provincia non può allungare i contratti. Così il progetto resta prioritario per l’occupazione e sarà mantenuto».

Sviluppumbria La società che se ne farà carico ha messo in campo una task force di operatori allo sportello attivo tutti i giorni della settimana nella propria sede (Strada delle Campore 13, Terni) e presso il Cpi di Orvieto presso i quali i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, possono cercare risposte ai propri bisogni professionali attraverso colloqui di orientamento volti all’individuazione del profili e dei percorsi attivabili nell’ambito del progetto, elaborato in Italia dal governo centrale proprio grazie alla partecipazione delle Regioni.

Palazzo Donini  L’Umbria ha erogato a favore della causa circa 23 milioni di euro: 6 nella formazione iniziale rivolta a minori usciti da percorsi di istruzione senza aver conseguito diploma o qualifica professionale; 2,5 milioni sono stati destinati alla formazione dei maggiorenni per l’ottenimento di una qualifica; 4 milioni all’attivazione dei tirocini, 2 all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità (risorse erogate alla luce di una stima di 300 potenziali coraggiosi del lavoro autonomo, solo 38 ne hanno richiesto attivazione); 1,8 milioni sono invece destinati al servizio civile e 3,7 agli incentivi per l’occupazione.

Regione Umbria «Al mese di ottobre – ha reso noto l’assessore Paparelli – si contano oltre 22 mila adesioni a ‘Garanzia giovani’, cifra prevista per l’intera durata del programma, attivato a ottobre 2014 e in scadenza a dicembre. Di questi, il 47% è stato preso in carico dai Cpi (dati relativi al primo colloquio di orientamento). Si tratta di circa 10.400 giovani, l’87% dei quali ha avuto accesso a colloquio specialistico».L’ente, attraverso una riprogrammazione propria volta allo spostamento di risorse e approvata dal ministero, ha previsto inoltre, per la misura dei voucher formativi all’inserimento professionale 9 milioni di euro: oltre 3000 le imprese che si sono proposte come ospitanti per un tirocinio formativo, 2456 quelle approvate e 1145 i progetti tirocinanti avviati. In conclusione, sono oltre 2600 i ragazzi iscritti al programma che hanno avuto un’occasione di lavoro, di questi 1050 con contratto di lavoro.

Twitter @marosati28

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