di Chiara Putignano e Maurizio Troccoli
Un match polemico più che sportivo, quello che ha visto confrontarsi sul ring delle Olimpiadi di Parigi 2024, l’atleta italiana Angela Carini e l’algerina Imane Khelif. In pochi secondi la pugile italiana si è arresa dopo aver subito due duri colpi dalla concorrente. Che, tra l’altro conosceva. La campana Carini e l’algerina Khelif non erano amiche ma si sono conosciute bene allenandosi per diverso tempo insieme in Umbria. E’ avvenuto quando il club algerino è stato ospite di quello italiano al centro federale di Assisi.
Da Giorgia Meloni a Donald Trump, passando per Matteo Salvini e Antonio Tajani, nessuno si è esentato dal commentare. Anzi, dal fare polemica. Polemica che ha costretto il ministro dello Sport algerino Abderrahmane Hammad a prendere le difese dell’atleta contro «l’accanimento mediatico» di cui è vittima da giorni.
Il commento Stefano Bandecchi A fare da commentatore a queste Olimpiadi parigine, c’è anche il sindaco di Terni Stefano Bandecchi che sui social spiega la sua teoria: «Abbiamo a che fare con una donna perché ha l’utero? Cari signori, che non capite un ca**o. Questo uomo è nato intersex, vuol dire che aveva il pisellino, le pa**e e la fighe**a. Poi qualche co*****e ha deciso di tagliare e lasciare la fighe**a. Dopodiché questo signore, poverino, è sempre rimasto – per sua natura – una cosa strana. Un misto tra uomo e donna».
Intersessualità «La ‘I’ nella sigla della nostra comunità sta per Intersex. Questo è un termine ombrello che descrive particolari e molteplici condizioni di persone i cui caratteri sessuali e anatomici non possono essere ricondotti nella categorizzazione binaria», spiega Omphalos Perugia. Ed effettivamente l’intersessualità indica alcune condizioni di nascita che si distinguono dalle definizioni tradizionali di femminile e maschile.
Nel mondo l’incidenza dell’intersessualità è di circa l’1.7 per cento. Nel frattempo però «giornali e politici italiani sono ricorsi a un indecoroso misgendering (attribuzione a una persona di un genere in cui non si riconosce) – continua Omphalos – parlando di ‘un uomo algerino’ che starebbe per prendere a pugni una donna italiana. Imane non è una donna trans, ma una persona intersex assegnata femmina alla nascita».
Imane Khelif L’atleta era già stata squalificata dai campionati mondiali femminili in India poco prima dell’incontro in cui avrebbe combattuto per la medaglia d’oro. Dietro a questa squalifica, gli elevati livelli di testosterone. Secondo le regole del comitato olimpico invece Khelif ha superato tutti i test medici e quindi può, a tutti gli effetti, partecipare ai giochi. A chiarimento ulteriore è intervenuto il presidente del Cio, Thomas Bach, che all’Ansa ha spiegato: «E’ una donna ed ha fatto competizioni per sei anni a livello internazionale».
«Non è una donna» Il sindaco di Terni rincara la dose e sentenzia: «Non è una donna e non può combattere contro le donne. Le cose vanno sapute nella maniera giusta e chi nasce con entrambi (i genitali ndr) e poi sceglie cosa vuole essere non è né l’uno né l’altro o al massimo è tutto». Contrapposto a questa visione del primo cittadino di Terni c’è il commento dell’esperto e presidente della Società italiana di endocrinologia (Sie), Gianluca Aimaretti, che all’agenzia Dire ha spiegato: «Anche se esistono i disturbi della differenziazione sessuale, e quindi ad esempio la presenza del gene maschile XY in una donna, o l’iperandrogenismo femminile, che aumenta il livello di testosterone, nei fatti i medici del Comitato olimpico internazionale (Cio) hanno valutato come adeguati i parametri ormonali dell’atleta Khelif, fissando la soglia massima a 10 nmol/L. Noi non sappiamo se la pugile sia stata affetta davvero da una patologia della differenziazione sessuale (intersex). Nei fatti è una donna – e conclude – non aggiungiamo altro».
Quella dell’intersessualità dell’atleta algerina non è una certezza ma una delle ipotesi più probabili, ma pur sempre una ipotesi. La Iba (International boxing association) avrebbe sostenuto testi genetici da cui sarebbe emerso il fenotipo maschile, che porta a ipotizzare l’intersessualità, ovvero la presenza di caratteristiche di entrambi i sessi in una sola persona.
