di Daniele Bovi
«L’Umbria è la terra di tanti santi. Sono molto contento di essere stato questa mattina ad Assisi e sulla tomba di San Francesco, dove ho pregato per la pace. Adesso a Montefalco ho pregato con le consorelle: qui c’è tutto un clima di santità e invito tutti a pensare alla dimensione spirituale della vita, che è molto importante; bisogna sempre cercare questi momenti».
La visita Queste sono state le parole che Papa Leone XIV ha rivolto giovedì ai giornalisti che lo attendevano fuori dal monastero delle monache agostiniane di Montefalco, terza e ultima tappa della breve ma intensa visita del Pontefice in Umbria. Robert Francis Prevost ha un lungo e solido legame con l’Umbria e ha promesso di tornarci nel 2026, quando si celebreranno gli 800 anni dalla morte di San Francesco: «Ci ha detto che tornerà a trovarci ad Assisi il prossimo anno – ha spiegato Fra Luca di Pasquale a margine della visita – e ci ha anche confidato che veniva spesso ad Assisi per trovare pace e che oggi era contento di essere tornato vestito di bianco».
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Assisi Sotto un cielo grigio e una pioggerella fredda che ha certamente scoraggiato molti fedeli, Prevost è atterrato alle 8.35 in elicottero al campo sportivo di Bastia Umbra, facendo subito tappa verso la basilica inferiore di Assisi, dove è stato accolto dai frati del Sacro Convento prima di raccogliersi in una preghiera privata di fronte alla tomba del Poverello. «È una benedizione potere venire qui oggi – ha detto a braccio sulla tomba – in questo luogo sacro. Siamo vicini agli 800 anni dalla morte di san Francesco, questo ci dà modo di prepararci per celebrare questo grande, umile e povero santo mentre il mondo cerca segni di speranza».
FOTOGALLERY: PAPA LEONE XIV A MONTEFALCO
Gioia immensa Al termine con il custode fra Marco Moroni e fra Giulio Cesareo, hanno intonato il Salve sancte pater, un antico canto gregoriano. Il Papa ha quindi esortato i religiosi, che hanno parlato di «una gioia immensa», a continuare a prepararsi per gli 800 anni della morte di San Francesco, sottolineando che «nella sua umiltà e piccolezza è un grande distributore del Vangelo». E come suoi discepoli occorre «continuare la sua missione di testimonianza, speranza, fraternità e pace».
FOTOGALLERY: PAPA LEONE XIV A SANTA MARIA DEGLI ANGELI
Con i vescovi Leone XIV è poi partito alla volta della vicina Basilica di Santa Maria degli Angeli per la chiusura dei lavori dell’assemblea nazionale della Conferenza episcopale italiana. Dopo un saluto dall’auto ai pochi fedeli che hanno sfidato le intemperie, Prevost ha incontrato i vescovi (la stampa non era ammessa) affrontando per circa trenta minuti diversi punti chiave oggi sull’agenda della Chiesa cattolica, italiana e non solo. «Viviamo un tempo – ha detto – segnato da fratture, nei contesti nazionali e internazionali si diffondono spesso messaggi e linguaggi intonati a ostilità e violenza». E poi «la corsa all’efficienza che lascia indietro i più fragili», «l’onnipotenza tecnologica che comprime la libertà», la solitudine «che consuma la speranza, mentre numerose incertezze pesano come incognite sul nostro futuro».
FOTOGALLERY: PAPA LEONE XIV SULLA TOMBA DI SAN FRANCESCO
Spirito sinodale In questo quadro le coordinate della Chiesa italiana dovranno essere «l’annuncio del Messaggio di salvezza, la costruzione della pace, la promozione della dignità umana, la cultura del dialogo, la visione antropologica cristiana»; il tutto affinché «cresca e maturi uno spirito veramente sinodale nelle Chiese e tra le Chiese del nostro paese». Dal Papa sono arrivate anche indicazioni per quanto riguarda il livello organizzativo: pur nell’abito della collegialità Prevost ha infatti esortato a «non tornare indietro sul tema degli accorpamenti delle diocesi», mettendo in campo «un attento discernimento» per arrivare a «proposte realistiche su alcune delle piccole diocesi che hanno poche risorse umane, per valutare se e come potrebbero continuare a offrire il loro servizio».
VIDEO: L’ARRIVO DI PAPA LEONE XIV
Umanesimo integrale Secondo Prevost poi serve «una maggiore partecipazione di persone nella consultazione per la nomina dei nuovi vescovi». Vescovi che devono rispettare le regole sui 75 anni «per la conclusione del servizio degli ordinari nelle diocesi; solo nel caso dei cardinali – ha detto – si potrà valutare una continuazione del ministero, eventualmente per altri due anni». Tra i temi toccati dal Pontefice anche la necessità di «promuovere un umanesimo integrale» che aiuti i singoli e la società e che intervenga «nel dibattito pubblico per diffondere una cultura della legalità e della solidarietà». In chiusura, oltre all’ulteriore sviluppo di una «cultura della prevenzione di ogni forma di abuso», anche un richiamo alla sfida «dell’universo digitale»: «La pastorale – ha detto – non può limitarsi a “usare” i media, ma deve educare ad abitare il digitale in modo umano, senza che la verità si perda dietro la moltiplicazione delle connessioni, perché la rete possa essere davvero uno spazio di libertà, di responsabilità e di fraternità».
Montefalco Chiuso l’incontro e salutati i fedeli fuori dalla Basilica, il Papa è partito in elicottero verso Montefalco per incontrare le monache agostiniane, con le quali ha anche pranzato e detto messa. Le sorelle hanno parlato di una visita all’insegna della gioia, della semplicità, dell’amicizia e della familiarità. Ad attendere il Pontefice oltre a sindaco e vicesindaco anche tanti bambini, in particolare quelli delle scuole medie usciti in anticipo per salutare Papa Leone XIV. Insieme a loro, dietro le transenne, anche tanti cittadini. Prevost ha salutato tutti entrando in auto. Ad accompagnare il Papa, tra gli altri, monsignor Renato Boccardo, presidente della Conferenza episcopale umbra. Per tutti, ora, l’appuntamento è per il 2026.
