E’ il primo 25 Aprile per la neo presidente dell’Umbria Donatella Tesei. La prima volta che a festeggiarla, nei luoghi simbolo umbri della Liberazione, c’è una presidente, di storia ed estrazione politica opposta, a chi l’ha preceduta. Lei, come l’attuale sindaco del capoluogo di Perugia, Andrea Romizi, ricordano e rilanciano i valori della Resistenza, con la ritualità civile di sempre, come il segno più evidente della trasversale appartenenza a quella storica occasione di rinascita. Ma la minoranza in Regione attacca: «Non vanno sviliti i valori».
Tesei «Appare superfluo sottolineare come questo sia un 25 aprile fuori dall’ordinario per tutti noi. Ma quanto sta accadendo non fa certo venire meno il significato di una data che ha segnato la nostra storia, così come il ricordo del sacrificio di tante vite umane, la sofferenza, i valori di libertà, resistenza, democrazia e pace che la ricorrenza porta in seno». È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che questa mattina ha partecipato a Perugia, insieme al sindaco Andrea Romizi, alle cerimonie che si sono svolte nel rispetto dei provvedimenti legati all’emergenza sanitaria.
Messaggio «Proprio oggi, più che mai – dice la presidente Tesei -, sentiamo ancor più vicino a noi un evento storico che ha visto il sorgere di un nuovo giorno. Pur purtroppo lontani dalle celebrazioni popolari che la festa della Liberazione è abituata a far vivere, auguro un buon 25 aprile a tutti voi, citando e sottoscrivendo la frase del Presidente Mattarella: rinasceremo come allora». Al fine di garantire il distanziamento sociale, alle cerimonie a Perugia hanno partecipato, oltre alla presidente, il sindaco di Perugia Andrea Romizi, la comandante del-la Polizia Locale della città Nicoletta Caponi e un rappresentante di Anpi, a cui si sono aggiunti, in Borgo XX giugno il parlamentare Walter Verini e il consigliere regionale Tommaso Bori.
Minoranza in regione: «Non svilire» «Il 25 Aprile, quale ricorrenza istituita con legge dello Stato, in ricordo della Liberazione del popolo italiano dall’oppressione del nazi-fascismo, è la festa dei valori costituzionali, e non può essere svilita o derubricata, da più parti, ad una mera festa delle libertà – LO affermano in una nota i consiglieri regionali di minoranza Vincenzo Bianconi, Michele Bettarelli,Tommaso Bori, Thomas De Luca, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi -. Pur cogliendo lo spirito unitario richiamato ieri in una nota dal Presidente dell’Assemblea Legislativa, Marco Squarta, riteniamo inaccettabile che proprio dalla massima carica di garanzia istituzionale della nostra regione, giungano bislacche interpretazioni revisionistiche che sono fuori dalla storia e dai dettami costituzionali. Stesso spirito ritroviamo nella campagna della Regione Umbria in cui si trasforma il 25 Aprile da Festa della Liberazione a gionata della libertà. Ci permettiamo di ricordare che la Festa della Libertà già esiste, ed è stata istituita nel 2015 dal Governo Berlusconi e celebrata il 9 novembre di ogni anno. Rifiutiamo dunque il revisionismo storico, in ogni sua forma, quando va ad intaccare la verità e i valori della memoria».
BORI: «NON DISTORCERE I VALORI»
Romizi Come da programma, la prima tappa è stata al civico cimitero per la deposizione delle corone sul Sacello dei caduti e sulle tombe delle medaglie d’oro della Resistenza, quindi Borgo XX Giugno, per concludere infine all’Ara Pacis di Via Masi, con la deposizione, anche in questo caso, di corone d’alloro in memoria di tutti i caduti. «Quello di quest’anno è un 25 Aprile diverso, strano. – spiega il sindaco Romizi-. L’emergenza legata al coronavirus impedisce la consueta festa di popolo, la partecipazione di tanti cittadini. Ma anche senza una cerimonia aperta al pubblico il senso profondo della commemorazione non sbiadisce. Anzi, se possibile si arricchisce di significati. Il 25 aprile è un anniversario che ci regala l’opportunità di rinvigorire la memoria e di coltivare il ricordo, perché non bisogna mai dimenticare da dove veniamo – prosegue Romizi -. A quella stagione parteciparono donne e uomini che hanno dato moltissimo alla nostra comunità, cittadina e nazionale, spendendosi prima per la libertà e poi per la ricostruzione: voglio ancora una volta, ricordarli e ringraziarli tutti, idealmente, uno ad uno. Il 25 aprile di 75 anni fa è stato il giorno del cambiamento, quello in cui si è voltato pagina, quello che ha aperto la strada a un racconto nuovo. Un capitolo inedito scritto grazie a quelle anime che hanno creduto nella potenza dell’unione, nella forza della solidarietà e nel sogno di ricostruire su nuove basi la società. Nelle prossime settimane – conclude – ci troveremo a ripartire con incertezze e incognite, con profondo dolore per le tante perdite umane, ma abbiamo davanti a noi l’opportunità di rialzarci e di ricostruire; opportunità che ci è data grazie anche a quella libertà che dobbiamo a chi 75 anni fa ci ha consegnato una Repubblica democratica. Una Repubblica che dobbiamo sentire nostra e custodire per consegnarla a chi verrà dopo di noi sempre più salda e vitale».
