slow food lago

La pesca tradizionale del lago Trasimeno diventa Presidio Slow food per la sua sostenibilità e importanza culturale. La presentazione del progetto finanziato da Caf America grazie a FedEx, si è tenuta nella mattinata di lunedì a Perugia, in Regione.

Cosa sono I Presidi Slow food sono comunità che si impegnano a tutelare dall’estinzione le varietà di flora e fauna, ma anche per tramandare tecniche di produzione e mestieri. Una tutela dell’ambiente che valorizzi paesaggi, territori e culture. Ogni Presidio rappresenta: una comunità di produttori che si ispira alla filosofia ‘Slow food’, prodotti tradizionali, territorio un patrimonio di cultura e saperi.

Trasimeno Presidio Slow food Il lago umbro diventa quindi Presidio Slow food grazie alla ‘passività’ della sua pesca tradizionale. «Stendiamo le reti e aspettiamo che il pesce, muovendosi, rimanga imprigionato nelle maglie. Funziona così da tremila anni, da quando l’uomo ha cominciato ad abitare le coste del nostro lago e a uscire in barca», sottolinea Aurelio Cocchini, referente dei produttori con un’esperienza da pescatore lunga quarant’anni. «Si tratta di una pesca di attesa, non aggressiva, altamente sostenibile – continua – visto che è pressoché impossibile che l’attività si intensifichi al punto da intaccare le riserve di pesce nel lago. Per lo stesso motivo, però, è anche fortemente imprevedibile, visto che non si possono prevedere per esempio le forniture per i ristoranti. Se, da un lato, questo rappresenta un handicap economico, dall’altro nasconde un vantaggio: quello di non rischiare di mettere in crisi gli stock ittici, la nostra fonte di lavoro e di sostentamento».

Giovani Un riconoscimento «molto significativo – spiega il vicepresidente nazionale Slow food Italia, Federico Varazi – per diversi motivi. La pesca su questo territorio si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione con tecniche, conoscenza, nomi dialettali. Si tratta di un mestiere difficile, che presuppone uno straordinario rapporto uomo-natura, che di fatto è la magia di questo mestiere. E oggi c’è anche un dato confortante: l’età media si sta abbassando e i giovani che non trovano altri sbocchi lavorativi tornano a interessarsi della pesca del lago». «Come Slow food – commenta a riguardo Cinzia Borgonovo, referente del Presidio e fiduciaria di Slow food Perugia – ci è sembrato giusto aiutarli a sostenerne l’impegno e lo sforzo»

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Cucina L’obiettivo tuttavia è ben più esteso. Il progetto contribuirà anche a valorizzare le ricette di cucina, tradizionali e moderne, legate al pescato, «non sempre di facile esecuzione per chi non è originario di questi luoghi – conclude la presidente Slow food Umbria, Monica Petronio – ma di sicuro gradimento per il consumatore e per il turista, anche grazie alla collaborazione che abbiamo avviato con gli istituti alberghieri di tutta la regione, che coinvolgeremo subito nel progetto. I ragazzi, sia gli aspiranti cuochi che il personale di sala, potranno mettersi alla prova confrontandosi direttamente con i pescatori e i professionisti della ristorazione lacustre, e sicuramente con il loro sguardo e la loro fantasia sapranno ricambiare quanto impareranno dalle generazioni che li hanno preceduti».

Momento storico L’opportunità di diventare Presidio Slow Food arriva in un momento storico importante, secondo i pescatori coinvolti nel progetto. Un momento in cui «il mestiere del pescatore ha necessità di coniugare tradizione e innovazione, buone pratiche e sostenibilità economica» dice Guido Materazzi. Fare economia tenendo a mente le generazioni future, come ricorda Ivo Banconi, presidente della cooperativa Stella del lago, che aderisce al Presidio, sottolineando che «il Presidio è un ulteriore tassello verso la giusta condivisione di strategie comuni a salvaguardia dell’ambiente, nell’intento di preservare quell’immagine lasciataci in eredità da chi ha dato al lago la sua vita».

Presenti all’incontro, l’assessore regionale alle Politiche agricole e agroalimentari, Roberto Morroni, il sindaco del Comune di Castiglione del lago, Matteo Burico, il vicepresidente nazionale Slow food Italia, Federico Varazi, la presidente Slow food Umbria, Monica Petronio, il senior manager operations, FedEx express Europe, Piero Scardella, oltre a pescatori e rappresentanti delle cooperative del Trasimeno.

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